AgenPress. In occasione della Giornata Mondiale della Donazione di Latte Umano, che si celebra il 19 maggio, l’Ospedale Di Venere dedica una giornata speciale a una delle realtà che più ne caratterizzano l’identità e l’eccellenza assistenziale: la Banca del Latte Umano Donato (BLUD), presidio di solidarietà e cura attivo da oltre ventitré anni all’interno della Unità di Terapia Intensiva Neonatale (UTIN).
L’appuntamento è in programma domani, martedì 19 maggio, a partire dalle ore 8 nell’Aula del Polo Formativo dell’Ospedale Di Venere, con l’evento “Donare il proprio latte: un gesto silenzioso ma potentissimo”. In apertura sono previsti i saluti istituzionali del direttore generale della ASL Bari, Luigi Fruscio, e della direttrice sanitaria, Rosella Squicciarini. Protagoniste della giornata saranno le mamme donatrici, vere artefici di questa straordinaria rete di solidarietà, insieme alle madri dei neonati che hanno beneficiato del latte donato, ai medici e agli infermieri che ogni giorno operano in prima linea in Terapia Intensiva Neonatale, ai rappresentanti della Regione Puglia e dell’Associazione Italiana Banche del Latte Umano Donato (AIBLUD). L’iniziativa si concluderà con una visita alla Banca del Latte dell’ospedale.
«La Banca del Latte del Di Venere è una delle espressioni più autentiche della sanità pubblica», afferma Luigi Fruscio, direttore generale della ASL Bari. «Qui si incontrano competenza, organizzazione e soprattutto la straordinaria generosità di tante mamme che, con un gesto semplice e potente, contribuiscono a salvaguardare la salute dei neonati più fragili. Oggi questa esperienza, costruita con passione in oltre vent’anni, è pronta a diventare un patrimonio dell’intera Regione Puglia».
Attiva da oltre 23 anni, la BLUD del Di Venere ha coinvolto circa 650 mamme donatrici, con una media di 30 donazioni all’anno e una fisiologica flessione solo durante il periodo pandemico. In questo arco di tempo sono stati raccolti 6.500 litri di latte umano donato, destinati a 1.686 neonati prematuri e fragili, con peso compreso tra 500 e 1.800 grammi. In media, ogni piccolo paziente ha ricevuto circa 3,8 litri di latte, un alimento prezioso che riduce il rischio di complicanze e offre una concreta opportunità di crescita e di salute.
Fino a oggi questa attività è stata resa possibile dall’impegno di medici e infermieri che, accanto al loro lavoro di intensivisti neonatali, hanno portato avanti una vera e propria missione di salute, e dalla generosità di tante mamme accomunate da una straordinaria sensibilità e da un profondo senso di solidarietà.
La giornata sarà anche l’occasione per approfondire il nuovo Regolamento europeo (UE) 2024/1938, che riclassifica il latte umano donato come SoHO (Substances of Human Origin), equiparandolo a sangue, tessuti e cellule. La normativa, che entrerà in vigore nell’agosto 2027, introdurrà standard più rigorosi in materia di qualità, sicurezza, formazione del personale e gestione del rischio, con l’obiettivo di rendere il latte umano donato ancora più sicuro e disponibile.
L’adeguamento alle nuove regole aprirà la strada a un cambiamento epocale: la nascita di una rete regionale unica che consentirà di mettere il latte umano donato a disposizione di tutti i neonati fragili della Puglia, anche di quelli ricoverati in Terapie Intensive Neonatali prive di una Banca del Latte. In questo scenario, il Di Venere è destinato a diventare il punto di riferimento regionale.
Tra i relatori interverrà Antonella Caroli, dirigente della Sezione Programmazione e Monitoraggio dell’Assistenza Sanitaria e Medicina Convenzionata della Regione Puglia, che illustrerà lo stato del percorso di adeguamento alle nuove norme europee. Saranno presenti anche i rappresentanti di AIBLUD e le associazioni di volontariato Bimbintin e Cuore di Maglia, da anni vicine ai piccoli ricoverati e alle loro famiglie.
«Dietro ogni donazione c’è una storia di condivisione e di solidarietà tra madri», dichiara il dottor Michele Quercia, direttore della Unità di Terapia Intensiva Neonatale dell’Ospedale Di Venere. «Per un neonato prematuro il latte umano donato non è solo nutrimento, ma una vera terapia. Grazie all’impegno del nostro personale e alla sensibilità delle donatrici, abbiamo potuto offrire questa opportunità a centinaia di bambini. La futura rete regionale consentirà di garantire le stesse possibilità di salute a tutti i neonati fragili pugliesi».
Il programma prevede inoltre gli interventi di Marzia Tarantino, responsabile della Banca del Latte Umano Donato del Di Venere, Francesca Cocciolo, psicologa della UTIN, Pasqua Quitadamo, consigliere AIBLUD, Mariella Baldassarre della Neonatologia e TIN dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Policlinico di Bari, oltre alle testimonianze dirette di una mamma donatrice e di una madre ricevente.
