AgenPress. Donald Trump ha annunciato la ripresa dei negoziati con l’Iran, aprendo a un nuovo tentativo di dialogo su uno dei dossier più delicati della geopolitica internazionale: il programma nucleare di Teheran e la sicurezza dello Stretto di Hormuz.
L’annuncio è arrivato attraverso un messaggio pubblicato su Truth Social, nel quale il presidente degli Stati Uniti ha spiegato di aver accettato la richiesta avanzata dall’Iran e da diversi Paesi del Medio Oriente per riavviare il confronto diplomatico.
“Ho accettato, su richiesta di Teheran e di altri Paesi del Medio Oriente, di riprendere i negoziati”, ha scritto Trump, aggiungendo che “lo Stato di Israele si unisce a me in questo impegno”.
Secondo il presidente americano, i colloqui avranno due obiettivi principali: garantire la “totale apertura dello Stretto di Hormuz”, uno dei passaggi marittimi più strategici per il commercio mondiale di petrolio e gas, e mettere fine alla “minaccia nucleare da parte dell’Iran”. Trump ha inoltre indicato che i negoziati dovrebbero iniziare a breve, senza però fornire dettagli sul luogo dell’incontro o sulla composizione delle delegazioni coinvolte.
L’annuncio arriva dopo settimane di forte tensione nella regione, caratterizzate da minacce militari e da una crescente instabilità nel Golfo Persico. La prospettiva di una ripresa del dialogo è stata accolta con attenzione dai mercati internazionali: i prezzi del petrolio hanno registrato un calo, alimentati dalle aspettative di una possibile de-escalation della crisi e dalla prospettiva di una piena riapertura dello Stretto di Hormuz.
Resta tuttavia da capire quale sarà la posizione di Teheran. Nelle ore successive all’annuncio di Trump, fonti iraniane hanno ridimensionato alcune delle dichiarazioni del presidente statunitense, sostenendo che non esiste ancora un accordo definitivo e che i dettagli dei colloqui sono ancora oggetto di discussione.
Se confermata, la ripresa dei negoziati rappresenterebbe il primo passo verso un possibile riavvicinamento tra Washington e Teheran dopo mesi di forti contrapposizioni, con l’obiettivo di ridurre il rischio di un’escalation militare e affrontare uno dei temi più sensibili della sicurezza internazionale: il futuro del programma nucleare iraniano.
