Ranucci: “La foto che bacio Maria Rosaria Boccia è una fake, realizzata con l’intelligenza artificiale”

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La replica del giornalista dopo l’articolo di Libero sulla presunta fotografia. Ranucci sostiene che l’immagine sarebbe stata realizzata con l’intelligenza artificiale. Maria Rosaria Boccia, attraverso il suo legale, nega categoricamente l’esistenza e annuncia iniziative giudiziarie.


AgenPress. È scontro sulla presunta fotografia che ritrarrebbe Sigfrido Ranucci e Maria Rosaria Boccia mentre si baciano. La vicenda è stata rilanciata il 18 settembre da Libero, sulla base del racconto attribuito a Natalia Potenza, ex compagna di Valter Lavitola, ascoltata dalla Procura di Roma.

Secondo quanto riportato dal quotidiano, Potenza avrebbe riferito ai magistrati che Lavitola le avrebbe parlato di una fotografia nella quale Ranucci e Boccia sarebbero stati immortalati mentre si baciavano. La stessa fotografia, tuttavia, non è stata pubblicata e Potenza avrebbe dichiarato di non averla vista direttamente.

Ranucci ha reagito attraverso i social, contestando la ricostruzione e sostenendo di avere recuperato dalla chat l’immagine alla quale farebbe riferimento l’articolo.

«È una fake», ha scritto il giornalista, aggiungendo che la fotografia sarebbe stata «evidentemente realizzata con Intelligenza artificiale». Ranucci ha inoltre accusato i «giornali di Angelucci» di avere diffuso quella che considera un’altra falsità e ha rivolto critiche anche al direttore di Libero, Alessandro Sallusti.

Il punto centrale della sua versione è dunque preciso: l’immagine potrebbe esistere come file o fotografia circolata in una chat, ma secondo Ranucci non documenterebbe un bacio realmente avvenuto, perché sarebbe stata manipolata o generata attraverso l’IA.

Al momento, sulla base delle informazioni pubblicamente disponibili, non risulta però un accertamento indipendente che abbia stabilito l’origine digitale dell’immagine. La fotografia descritta nell’articolo non è stata infatti resa pubblica come elemento verificabile.

Anche Maria Rosaria Boccia ha respinto la ricostruzione. Il suo avvocato, Francesco Di Deco, ha contestato «nel modo più categorico» sia l’esistenza sia la veridicità della fotografia descritta nell’articolo.

Il legale ha inoltre respinto le ricostruzioni relative a presunti incontri o rapporti tra Boccia e Ranucci diversi da quelli dichiarati pubblicamente, precisando che, secondo la sua assistita, negli ultimi due anni i due si sarebbero incontrati sempre in presenza di altre persone e mai da soli.

Di Deco ha annunciato l’intenzione di intraprendere iniziative giudiziarie nei confronti di Natalia Potenza, del quotidiano Libero e del giornalista Giacomo Amadori, riservandosi ulteriori azioni nei confronti di chi dovesse rilanciare le medesime affermazioni.

È questo uno degli aspetti più delicati della vicenda. La fotografia al centro della polemica viene descritta attraverso testimonianze e ricostruzioni giornalistiche, ma non è stata pubblicata come prova direttamente esaminabile dal pubblico.

La testimonianza riportata da Libero attribuisce quindi a Potenza un racconto di seconda mano: la donna avrebbe riferito ciò che Lavitola le avrebbe detto dopo avere, a sua volta, visto la presunta fotografia. La stessa Potenza, secondo le ricostruzioni pubblicate, non avrebbe visionato personalmente lo scatto.

Questo significa che, allo stato delle informazioni disponibili, vanno tenuti distinti tre elementi: l’esistenza di un’immagine circolata in una chat, la natura dell’immagine e la veridicità del fatto che essa dovrebbe rappresentare. Ranucci sostiene che sia stata prodotta con l’IA; Boccia nega che rappresenti un fatto reale; la ricostruzione giornalistica iniziale riferisce invece una testimonianza sull’esistenza di una fotografia, senza che lo scatto sia stato reso pubblicamente verificabile.

La vicenda potrebbe dunque spostarsi dal terreno dello scontro mediatico a quello giudiziario. L’avvocato di Boccia ha già annunciato iniziative legali, mentre Ranucci ha preannunciato che tornerà sull’argomento nel corso del suo spettacolo Diario di un Trapezista, in programma il 25 settembre a Noto e il 26 settembre a Vittoria.

Nel frattempo, la questione resta aperta: la fotografia non è stata resa disponibile per una verifica pubblica indipendente e le parti ne danno interpretazioni radicalmente opposte. Da una parte Ranucci parla di un’immagine manipolata con l’intelligenza artificiale; dall’altra, la ricostruzione giornalistica fa riferimento a una testimonianza raccolta dagli investigatori. Saranno eventuali verifiche tecniche e giudiziarie, oltre agli elementi che potranno emergere nelle prossime settimane, a chiarire l’origine e il significato dello scatto.

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