AgenPress. Mentre negli Stati Uniti fa discutere il piano di Immigration and Customs Enforcement (ICE) di acquistare guanti capaci di erogare scariche elettriche, emerge un dettaglio ancora più controverso: dispositivi della stessa tecnologia sono già stati utilizzati da agenti di polizia nelle scuole americane.
Il caso più significativo riguarda Omaha, in Nebraska, dove i cosiddetti G.L.O.V.E. — acronimo di Generated Low Output Voltage Emitter — sono stati assegnati agli School Resource Officers, gli agenti di polizia presenti negli istituti scolastici. Secondo la polizia di Omaha, durante l’anno scolastico 2025-2026 il dispositivo è stato utilizzato due volte su studenti o giovani coinvolti in incidenti all’interno delle scuole.
I G.L.O.V.E. sono guanti apparentemente simili a normali dispositivi utilizzati dagli agenti durante gli interventi. A differenza di un Taser, però, non utilizzano dardi che penetrano nella pelle: la scarica viene trasmessa attraverso il contatto diretto con il corpo.

La polizia di Omaha afferma che il dispositivo eroga una scarica compresa tra 324 e 362 volt e che viene utilizzato dopo comandi verbali e un avvertimento. L’obiettivo dichiarato è ottenere rapidamente la cessazione della resistenza senza ricorrere a strumenti considerati più invasivi, come il Taser o lo spray al peperoncino.
La tecnologia è prodotta da Compliant Technologies ed è la stessa che nelle ultime settimane è finita al centro dell’attenzione nazionale dopo la decisione di ICE di pianificare un acquisto fino a 20 milioni di dollari di questi dispositivi.
Il dato che ha provocato maggiore reazione da parte di genitori e associazioni è che i guanti non sono rimasti un’ipotesi.
Secondo la ricostruzione fornita dalla polizia di Omaha, uno dei due episodi è avvenuto alla Omaha South High School, dove un giovane che non frequentava quell’istituto stava cercando di allontanarsi dopo uno scontro con una guardia di sicurezza. Il G.L.O.V.E. sarebbe stato attivato per circa due secondi.

Il secondo episodio è avvenuto invece presso l’Integrated Learning Program, un programma scolastico destinato anche a studenti con esigenze educative particolari. Secondo il rapporto della polizia, uno studente aveva minacciato una guardia di sicurezza, l’aveva colpita e aveva lanciato una sedia, colpendola alla testa. L’agente avrebbe utilizzato il guanto prima per circa un secondo e successivamente per altri due-tre secondi.
La polizia sostiene che in entrambi i casi agli studenti sia stata offerta assistenza medica, che è stata rifiutata.
La notizia ha provocato una forte reazione a Omaha. Genitori, studenti e organizzazioni per i diritti delle persone con disabilità hanno contestato soprattutto il fatto che un dispositivo progettato per provocare dolore venga utilizzato in un ambiente scolastico.
L’associazione The Arc of Nebraska, in particolare, ha espresso una netta opposizione all’impiego di tecnologie elettriche come strumento di controllo sugli studenti, sottolineando le preoccupazioni aggiuntive quando sono coinvolti ragazzi con disabilità intellettive o dello sviluppo.
Anche l’ACLU del Nebraska ha criticato l’utilizzo dei guanti nelle scuole, sostenendo che strumenti di questo tipo non siano appropriati per gestire i comportamenti degli studenti.
La polemica ha avuto già una conseguenza concreta.
Il 18 agosto 2026 il sovrintendente delle Omaha Public Schools, Matthew Ray, ha chiesto formalmente alle forze dell’ordine di non autorizzare più gli School Resource Officers a portare i G.L.O.V.E. nei campus scolastici. La richiesta riguarda gli istituti del distretto che serve circa 52.000 studenti. Secondo Ray, l’impiego della tecnologia rischia di essere controproducente per il rapporto tra studenti, famiglie e forze dell’ordine.

La vicenda, quindi, è tutt’altro che conclusa: i guanti sono stati effettivamente utilizzati nelle scuole, ma ora il distretto scolastico sta cercando di impedirne la presenza nei propri istituti.
La controversia arriva proprio mentre ICE prepara l’introduzione dello stesso tipo di dispositivo nelle proprie operazioni.
L’agenzia federale per l’immigrazione ha programmato un acquisto che potrebbe arrivare a 20 milioni di dollari. Secondo le autorità, i guanti dovrebbero rappresentare uno strumento intermedio per controllare persone che oppongono resistenza, con l’obiettivo dichiarato di ridurre il ricorso alla forza potenzialmente letale.
I critici, però, sostengono che la possibilità di provocare dolore con un semplice gesto della mano sollevi problemi di trasparenza e di controllo sull’uso della forza. Il fatto che la stessa tecnologia sia già arrivata nelle scuole rende il dibattito ancora più delicato.
Secondo NPR, dispositivi della stessa tecnologia erano già stati acquistati anche da numerosi dipartimenti di polizia e strutture detentive negli Stati Uniti. Una ricognizione citata dall’emittente ha individuato più di 50 dipartimenti di polizia in circa 20 Stati tra gli acquirenti.
La precisazione è importante: i guanti non sono stati inventati per ICE e non sono esclusivamente utilizzati dall’agenzia federale. Sono già presenti da tempo in alcuni apparati di polizia, carceri e altre strutture statunitensi.
La novità del 2026 è che ICE sta valutando un impiego su scala molto più ampia, proprio mentre il loro utilizzo nelle scuole di Omaha ha aperto un acceso confronto pubblico.
La domanda che ora divide l’opinione pubblica americana non riguarda soltanto l’efficacia tecnica del dispositivo, ma soprattutto dove debba essere tracciato il confine nell’uso della forza: se un guanto elettrico può essere considerato una soluzione “meno letale” rispetto a un Taser, questo significa automaticamente che sia appropriato per essere utilizzato nei confronti di uno studente?
A Omaha, la risposta delle autorità scolastiche, almeno per il momento, sembra andare verso la prudenza: il distretto ha chiesto che gli agenti non portino più i G.L.O.V.E. nelle scuole.
