AgenPress. Mosca prepara una nuova intensificazione della campagna di attacchi contro le infrastrutture ucraine. Il ministero della Difesa russo ha annunciato che le forze di Mosca intendono aumentare i raid come risposta a quelle che definisce le “minacce” provenienti dalla leadership di Kiev, dopo che il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato che l’Ucraina continuerà a colpire le raffinerie e le infrastrutture energetiche russe.
La dichiarazione arriva in una fase di crescente escalation, caratterizzata da attacchi a lunga distanza sempre più frequenti da entrambe le parti. Nelle ultime settimane, le forze russe hanno intensificato i bombardamenti contro diverse infrastrutture strategiche ucraine, mentre Kiev ha portato avanti una campagna di droni contro impianti petroliferi, raffinerie e altri obiettivi legati all’apparato energetico e militare russo.
Secondo il ministero della Difesa russo, l’aumento degli attacchi rappresenterebbe una risposta alle azioni e alle dichiarazioni dell’Ucraina. Mosca sostiene infatti che Kiev stia ampliando la portata dei propri raid sul territorio russo, con particolare attenzione al settore petrolifero.
La posizione russa arriva dopo una serie di attacchi ucraini contro strutture energetiche russe. Tra gli episodi rivendicati da Kiev figurano anche operazioni contro raffinerie e impianti petroliferi situati a grande distanza dal fronte. A settembre, l’Ucraina aveva rivendicato un attacco contro la raffineria di Kapotnya, nella periferia di Mosca, sostenendo che l’impianto fosse un importante nodo della produzione e distribuzione di carburanti della capitale russa.
Mosca, dal canto suo, ha già annunciato in precedenza la preparazione di massicci attacchi contro il sistema energetico ucraino, presentandoli come ritorsioni per i raid contro il territorio russo.
Il presidente ucraino ha dichiarato che Kiev intende intensificare gli attacchi contro le raffinerie russe, collegando direttamente questa scelta alla nuova strategia militare attribuita a Mosca.
In un’intervista a Reuters, Zelensky ha sostenuto che l’Ucraina debba rispondere agli attacchi contro il proprio settore energetico colpendo quello russo. Il presidente ucraino ha tuttavia affermato che Kiev non intende adottare la stessa logica nei confronti delle infrastrutture civili.
La dichiarazione arriva dopo giorni di attacchi russi che, secondo le autorità ucraine, hanno interessato infrastrutture energetiche, telecomunicazioni, strade e collegamenti ferroviari. A Kiev sono stati inoltre colpiti ponti sul Dnipro, con conseguenze sulla mobilità all’interno della capitale.
Il nuovo confronto sta quindi assumendo sempre più la forma di una guerra delle infrastrutture, nella quale energia, carburanti, trasporti e logistica sono diventati obiettivi strategici.
Per la Russia, colpire le infrastrutture ucraine significa esercitare pressione sulla capacità del Paese di mantenere operativi i propri sistemi energetici e logistici. Per Kiev, invece, gli attacchi contro le raffinerie russe mirano a ridurre la capacità di Mosca di produrre carburante e, secondo la posizione ucraina, a limitare le risorse economiche disponibili per sostenere lo sforzo bellico.
La dinamica rischia di alimentare una spirale di rappresaglie: ogni nuova ondata di attacchi viene presentata dalla parte che la compie come una risposta a un’azione precedente dell’avversario.
Uno degli aspetti più delicati riguarda il settore energetico ucraino in vista dell’inverno. Gli attacchi russi alle infrastrutture energetiche hanno già provocato interruzioni e danni, mentre Kiev teme che una campagna prolungata possa mettere ulteriormente sotto pressione la rete elettrica e i sistemi di riscaldamento.
Parallelamente, gli attacchi ucraini contro il comparto petrolifero russo stanno aumentando la pressione sul sistema energetico di Mosca. Il tema ha assunto anche una dimensione internazionale, dopo che il presidente statunitense Donald Trump ha invitato Kiev a fermare gli attacchi alle raffinerie russe, collegandoli alle tensioni sui mercati dei carburanti.
Sul piano diplomatico, l’escalation militare rende più complesso qualsiasi tentativo di arrivare a una tregua sulle infrastrutture energetiche. Zelensky ha affermato di non aver ricevuto segnali sufficienti da Mosca sulla disponibilità a fermare gli attacchi, mentre la Russia continua a presentare le proprie operazioni come ritorsioni.
Il risultato è un ulteriore irrigidimento delle posizioni. Da una parte Mosca minaccia di intensificare i bombardamenti contro le infrastrutture ucraine; dall’altra Kiev annuncia nuovi attacchi contro il settore energetico russo.
La prospettiva, almeno nell’immediato, è dunque quella di un’ulteriore intensificazione della guerra a distanza, con infrastrutture energetiche e logistiche sempre più centrali nelle strategie militari di entrambe le parti.
