Nepal, devastanti inondazioni al confine con il Tibet: almeno 95 morti e 384 persone disperse

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AgenPress. È salito ad almeno 95 il numero delle vittime delle devastanti inondazioni che hanno colpito oggi, 26 agosto, il nord del Nepal, nella regione himalayana al confine con la Cina e il Tibet. Il bilancio, ancora provvisorio, è stato comunicato dalla polizia mentre le squadre di soccorso continuano a cercare dispersi in un’area gravemente colpita da acqua, fango e detriti.

L’ondata di piena ha interessato in particolare il distretto di Rasuwa e le aree lungo il fiume Bhote Koshi, travolgendo abitazioni, strade, ponti e infrastrutture energetiche. Anche il vicino valico di Gyirong, importante collegamento commerciale tra Nepal e Tibet, è stato investito da una frana che ha interrotto collegamenti stradali, elettrici e di comunicazione.

Il Nepal Tourism Board ha diffuso una lista provvisoria di 384 viaggiatori dei quali non si hanno notizie, tra cui 291 stranieri e 93 cittadini nepalesi. Il dato comprende persone che si trovavano nelle zone colpite o che stavano attraversando l’area al momento della catastrofe e non significa necessariamente che tutte siano decedute: le autorità stanno ancora verificando la loro sorte.

Tra gli stranieri segnalati come dispersi figurano cittadini di diversi Paesi, tra cui India, Malaysia, Regno Unito, Stati Uniti, Corea del Sud, Sudafrica, Australia e Paesi Bassi. Molti dei viaggiatori erano diretti verso il Tibet, anche per pellegrinaggi al monte Kailash.

Le cause precise della piena sono ancora oggetto di accertamenti. Secondo le prime ricostruzioni, un terremoto potrebbe avere provocato una valanga di ghiaccio e rocce sul fiume Lhende Khola, causando un improvviso accumulo e successivamente una devastante ondata di acqua e detriti. Le autorità stanno valutando anche altre possibili dinamiche legate all’ambiente glaciale della regione.

La particolare conformazione montuosa dell’area ha inoltre reso estremamente difficili le operazioni di soccorso. Strade e ponti sono stati distrutti o ricoperti dal fango, mentre il maltempo ostacola l’impiego degli elicotteri. Le forze di polizia e l’esercito nepalese sono impegnati nelle ricerche e nelle evacuazioni.

L’emergenza potrebbe non essere ancora terminata. Le autorità hanno avvertito del rischio di una seconda piena, poiché un’ostruzione risulta ancora presente a monte del fiume Lhende Khola. L’allerta è stata estesa anche ad alcune zone dell’India settentrionale, dove diversi corsi d’acqua scendono dall’Himalaya verso le pianure.

Anche la Cina ha mobilitato squadre di soccorso nella parte tibetana della regione: almeno 574 soccorritori sono stati inviati nell’area del valico di Gyirong. India e Corea del Sud hanno inoltre offerto assistenza alle autorità nepalesi.

Il bilancio resta quindi in evoluzione. Con centinaia di persone ancora irreperibili e vaste aree difficili da raggiungere, le autorità temono che il numero delle vittime possa aumentare nelle prossime ore.

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