AgenPress. C’è un luogo dove ogni uomo ha abitato per nove mesi e che tutti abbiamo dimenticato: il grembo materno, immersi nel liquido amniotico. C’è un tempo precedente a quel liquido e un tempo successivo alla vita terrena che danno senso a quei nove mesi.
1. QUANDO E PERCHÉ SI FORMA E IL SUO MISTERO SCIENTIFICO
Il liquido amniotico è la prima creazione della gravidanza al servizio della vita.
Quando si forma: inizia a formarsi già dal 12° giorno dopo il concepimento, quando si costituisce il sacco amniotico. Nelle prime 10 settimane è un trasudato del plasma materno. Dal secondo trimestre la fonte principale diventa il feto stesso: i suoi reni producono urina sterile e i polmoni secernono liquido. Il volume cresce fino a circa 800-1000 ml tra la 34a e la 36a settimana e si rinnova completamente ogni 3 ore.
Perché si forma e perché è un mistero: si forma per quattro ragioni vitali che rivelano la sua natura di mare intelligente:
a) Per proteggere: ammortizza urti e compressioni e mantiene una temperatura costante di 37,5°C.
b) Per far crescere: permette il movimento libero. Senza di esso, muscoli, ossa e polmoni non si svilupperebbero.
c) Per nutrire e curare: contiene proteine, anticorpi, fattori di crescita e potentissime cellule staminali amniotiche, oggi al centro della medicina rigenerativa perché capaci di rigenerare tessuti senza problematiche etiche.
d) Per mettere in relazione: ha sapore e odore, trasmette ciò che la madre mangia e la sua voce filtrata. È l’archivio della prima memoria affettiva. I neonati riconoscono le musiche e le voci ascoltate in gravidanza.
2. IL PUNTO DI VISTA SOCIOLOGICO: IL GREMBO COME PRIMA SOCIETÀ
Dal punto di vista sociologico, il grembo materno è la prima società, la prima comunità, la prima infrastruttura sociale.
Se la famiglia è la prima infrastruttura della società, come ci insegnava Giovanni Paolo II, il grembo ne è il fondamento. Lì il bambino sperimenta le tre leggi fondamentali di ogni convivenza:
La dipendenza originaria: nessun uomo nasce autosufficiente. L’idea dell’individuo che si fa da sé è smentita già dal primo istante. Siamo tutti stati accolti e custoditi. Riconoscere questo è alla base di un welfare che non abbandona i fragili.
La relazione: la madre e il figlio non sono un corpo unico, ma due persone in una relazione simbiotica profondissima. È la prima forma di “noi” che precede l'”io”. Se Bauman parlava di società liquida, è proprio nel liquido amniotico che impariamo che non siamo liquidi, ma legati.
La generatività: una società che smette di interrogarsi sulla vita intrauterina è una società che ha smesso di credere nel futuro. La crisi demografica italiana non è solo economica, è una crisi simbolica: abbiamo smarrito la consapevolezza che ogni nuova vita nel grembo è un capitale sociale, una speranza, un investimento che la comunità fa su sé stessa. Tutelare la vita intrauterina significa tutelare la radice stessa della coesione sociale.
3. IL PRIMA: PRIMA DEL LIQUIDO AMNIOTICO ERAVAMO GIÀ PENSIERO DI DIO
Prima di quel mare, non c’era il nulla. Dal punto di vista biologico, al concepimento si forma un patrimonio genetico unico e irripetibile. Il liquido amniotico non crea la vita, la custodisce.
Dal punto di vista teologico, come dice il profeta Geremia: “Prima di formarti nel grembo materno, ti ho conosciuto, prima che tu uscissi alla luce, ti ho consacrato” (Ger 1,5). Prima di essere in quel liquido, eravamo un’idea d’amore nella mente eterna di Dio. La vita non è frutto del caso, ma di una chiamata.
4. IL DOPO: DOPO LA VITA TERRENA, IL RITORNO ALLA CASA
Se c’è un prima che è un essere pensato da Dio, c’è un dopo che è un tornare a Dio. Esiste un parallelismo mistico: per nove mesi siamo stati immersi in un’acqua salata, al buio, per venire alla luce del mondo. Con la morte terrena lasciamo la luce del mondo per essere immersi nella luce eterna di Dio, per una seconda nascita. Non a caso la Chiesa chiama il giorno della morte dies natalis, giorno di nascita.
Se il liquido amniotico è servito a formare i polmoni per respirare l’aria del mondo, la vita terrena serve a formare l’anima per respirare l’eternità.
CONCLUSIONE
Il liquido amniotico è molto più di un fluido biologico. È la prima casa che ci protegge, il primo mare che ci nutre, la prima scuola che ci insegna a vivere e il primo santuario dove Dio ci incontra, santificato da Cristo che ha voluto abitarlo per nove mesi nel grembo di Maria.
Come ricordava Giovanni Paolo II nella Evangelium Vitae, la vita dal concepimento alla morte naturale possiede una dignità inviolabile.
Dimenticare questo mistero significa credere alla menzogna dell’uomo che si fa da solo. Ricordarlo, invece, significa riconoscere che siamo stati custoditi prima di poter custodire, amati prima di poter amare. La nostra vita non inizia in quel liquido e non finisce in una tomba. Inizia in Dio e in Lui compie il suo destino.
