AgenPress. Donald Trump finisce sulla moneta da un dollaro mentre è ancora presidente degli Stati Uniti. È la prima volta che l’immagine di un presidente americano in carica compare su una moneta destinata alla circolazione, una scelta che ha aperto un acceso scontro politico e giuridico e che rompe con una delle più consolidate tradizioni della numismatica statunitense.
La nuova moneta da un dollaro è stata presentata dalla U.S. Mint in occasione del 250º anniversario della nascita degli Stati Uniti, che ricorre nel 2026. Sul fronte compare il volto di Trump, accompagnato dalle parole «LIBERTY» e «IN GOD WE TRUST» e dalle date «1776 ~ 2026». Sul rovescio figura invece il sigillo presidenziale degli Stati Uniti, con l’aquila e la scritta «E PLURIBUS UNUM».
La moneta è stata messa in vendita dalla U.S. Mint il 2 settembre 2026. Pur avendo un valore nominale di un dollaro ed essendo legal tender, è stata proposta soprattutto come oggetto da collezione: un rotolo da 25 monete costa 61 dollari, mentre una confezione da 100 arriva a 154,50 dollari.
La scelta è destinata a far discutere perché negli Stati Uniti esiste da oltre un secolo una precisa regola contro la presenza di persone viventi sulla valuta nazionale.
Il riferimento normativo è il 31 U.S.C. § 5114, derivato dalla legislazione del 1866, che stabilisce che soltanto il ritratto di una persona deceduta può comparire sulla valuta e sui titoli statunitensi. La norma riflette una tradizione nata anche dalla volontà di distinguere la repubblica americana dalle monarchie europee, nelle quali il sovrano vivente compariva abitualmente sulle monete.
Da qui nasce il paradosso della nuova moneta Trump: da una parte c’è una legge generale che vieta la raffigurazione di persone viventi sulla valuta; dall’altra, l’amministrazione sostiene che una legislazione speciale approvata per le celebrazioni del 250º anniversario abbia creato lo spazio giuridico necessario per una moneta commemorativa con caratteristiche particolari.
Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha difeso l’operazione facendo riferimento proprio alla legislazione dedicata al Semiquincentennial, il 250º anniversario dell’indipendenza americana.
L’amministrazione può inoltre richiamare un precedente storico: nel 1926, durante le celebrazioni per il 150º anniversario dell’indipendenza, comparve sulla moneta commemorativa il presidente in carica Calvin Coolidge. È uno degli argomenti utilizzati per sostenere che la presenza di Trump non rappresenti necessariamente una violazione della legge nel caso specifico.
Il precedente, tuttavia, non chiude la questione. La moneta di Coolidge apparteneva infatti a un contesto commemorativo differente, mentre oggi il Congresso ha introdotto norme specifiche che disciplinano le monete presidenziali e, in determinati programmi, escludono espressamente l’immagine di presidenti viventi.
La decisione ha provocato la reazione dei Democratici al Congresso. Già durante l’iter che ha portato alla moneta, alcuni parlamentari avevano contestato l’idea di mettere il volto di Trump su una valuta americana mentre il presidente è ancora in carica.
Nel Congressional Record del febbraio 2026, un deputato democratico ha definito la decisione del Tesoro «illegale» e ha accusato l’amministrazione di aver sfruttato una scappatoia normativa per aggirare le disposizioni esistenti. La critica politica è accompagnata da un argomento costituito soprattutto dal richiamo alla legge federale che vieta i ritratti di persone viventi sulla valuta.
La disputa, dunque, non riguarda soltanto l’estetica della moneta. Al centro c’è una domanda più ampia: una legge speciale per celebrare i 250 anni degli Stati Uniti può consentire al Tesoro di derogare alla regola che impedisce di raffigurare persone viventi sulla valuta?
C’è poi un’altra distinzione importante. La nuova moneta è ufficialmente valuta statunitense e ha corso legale, ma non è stata concepita come una normale moneta destinata a sostituire il dollaro cartaceo o le monete utilizzate quotidianamente.
La U.S. Mint la presenta come una moneta del programma dedicato al 250º anniversario e la distribuisce direttamente attraverso la propria rete, in rotoli e sacchetti. Il suo valore commerciale è quindi superiore al valore facciale: il prezzo pagato dai collezionisti comprende infatti il sovrapprezzo legato alla produzione e alla natura commemorativa dell’emissione.
La vicenda assume un significato particolare proprio perché riguarda Donald Trump, un presidente che ha fatto del proprio nome e della propria immagine una componente centrale della sua comunicazione politica.
Il volto del presidente sulla valuta nazionale porta così la discussione oltre la semplice emissione commemorativa. Per i suoi sostenitori, si tratta di un omaggio al presidente e di un modo per celebrare il 250º anniversario degli Stati Uniti. Per i suoi critici, invece, rappresenta l’ennesimo esempio di personalizzazione delle istituzioni pubbliche e di erosione delle consuetudini che hanno tradizionalmente limitato la presenza dei presidenti in carica sui simboli dello Stato.
Il caso è ancora più significativo perché arriva in un momento nel quale il rapporto tra Trump e l’immagine delle istituzioni americane è già al centro di numerose controversie.
La moneta da un dollaro con il volto di Trump potrebbe quindi diventare un precedente molto più importante del suo valore nominale.
Se l’interpretazione del Tesoro verrà accettata, l’emissione potrebbe consolidare l’idea che, in presenza di una specifica autorizzazione legislativa, sia possibile derogare alla tradizione che esclude i presidenti viventi dalla valuta americana.
Se invece prevarrà l’interpretazione dei critici, la vicenda potrebbe trasformarsi in un caso emblematico di conflitto tra una legge speciale e la normativa federale generale.
Per ora, la moneta è realtà: Trump è il primo presidente americano in carica della storia moderna a vedere il proprio volto impresso su una moneta destinata alla circolazione. Ed è proprio questa eccezione a trasformare un dollaro commemorativo in una questione politica, istituzionale e giuridica di portata nazionale.
