Lavitola, i legali: “Sta bene e non ha segni di percosse”. Il Dap: “Nessuna aggressione a Rebibbia”

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AgenPress. Resta avvolta dai dubbi la vicenda della presunta aggressione a Valter Lavitola nel carcere romano di Rebibbia. Nelle scorse ore era circolata la notizia secondo cui l’imprenditore, detenuto nell’ambito dell’inchiesta sull’attentato al giornalista Sigfrido Ranucci, sarebbe stato schiaffeggiato da altri detenuti. Una ricostruzione che, tuttavia, non trova al momento conferma nelle verifiche del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria.

I legali di Lavitola, Sergio e Arturo Cola, hanno riferito di aver parlato con il loro assistito e hanno rassicurato sulle sue condizioni. «Abbiamo sentito Lavitola, il quale riferisce di stare bene e di non presentare segni di percosse», hanno dichiarato gli avvocati.

La difesa, pur riferendo che Lavitola sta bene, vuole fare chiarezza sull’origine delle notizie relative alla presunta aggressione. Gli avvocati hanno annunciato una richiesta alla Procura della Repubblica per verificare l’esistenza e il contenuto di un’eventuale nota della polizia penitenziaria di Rebibbia relativa all’episodio.

Per i legali, la questione assume particolare rilievo anche alla luce della collocazione di Lavitola in un reparto di alta sicurezza. La difesa sostiene che, trovandosi in un’area destinata anche a detenuti accusati o condannati per reati di mafia, sarebbe necessario verificare con precisione quanto accaduto e affidarsi agli atti ufficiali del carcere.

A ridimensionare ulteriormente il quadro sono arrivate le fonti del Dap. Secondo quanto riferito dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, non risulta alcuna aggressione ai danni di Lavitola all’interno del carcere di Rebibbia. Non sarebbero state individuate relazioni di servizio che documentino un episodio di violenza nei suoi confronti.

La smentita del Dap si contrappone dunque alle indiscrezioni circolate nelle ore precedenti, secondo cui Lavitola sarebbe stato colpito da altri detenuti e successivamente visitato dal personale sanitario. La dinamica resta quindi da chiarire.

Lavitola si trova detenuto a Rebibbia nell’ambito dell’inchiesta sull’attentato contro Sigfrido Ranucci, conduttore di Report. La presunta aggressione, proprio per il contesto giudiziario nel quale si inserisce la detenzione dell’imprenditore, aveva suscitato particolare attenzione.

Al momento, però, il dato più solido è che Lavitola, secondo quanto riferito dai suoi difensori, sta bene e non presenta segni di percosse, mentre il Dap sostiene che nei propri atti non risulta alcuna aggressione. Saranno gli eventuali documenti della polizia penitenziaria e gli accertamenti della Procura a poter chiarire se nel carcere di Rebibbia si sia effettivamente verificato l’episodio riferito nelle prime ricostruzioni.

La vicenda, dunque, rimane aperta: da una parte il racconto di una presunta aggressione, dall’altra l’assenza di riscontri ufficiali indicata dal Dap.

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