Dott. Sen. Scilipoti Isgrò: “Dobbiamo passare dalla medicina delle malattie alla medicina della salute. Indicazioni per un protocollo di prevenzione per la longevità”

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Dichiarazione del Sen. Dott. Domenico Scilipoti Isgrò, Ginecologo presso il Consultori di Capo d’Orlando e Gioiosa Marea, durante la conferenza su “Prevenzione e Salute” del 14 Settembre 2026 a Capo d’Orlando


AgenPress. “Per troppo tempo la medicina si è occupata di curare le malattie quando erano già comparse. Oggi la sfida è diversa: prevenire, misurare e rallentare i meccanismi biologici dell’invecchiamento. Non per inseguire l’immortalità, ma per garantire più anni di vita in salute. È questa la compressione della morbilità.

La ricerca più avanzata ci dice che dobbiamo agire su quattro pilastri: infiammazione cronica, senescenza cellulare, disfunzione mitocondriale e perdita della proteostasi. Per questo propongo un protocollo in quattro fasi, frutto del lavoro dei principali IRCCS italiani e della letteratura internazionale.

Il presente protocollo, che cito, costituisce un inquadramento generale e divulgativo.

FASE 1 – VALUTARE PRIMA DI CURARE: QUANTO STIAMO INVECCHIANDO DAVVERO?

L’età anagrafica e l’età biologica possono divergere di 10-15 anni. Prima di qualsiasi intervento, bisogna misurare.
Si parte dall’anamnesi avanzata e dall’esposoma: storia familiare di longevità oltre i 90 anni, stili di vita, fumo, inquinamento, qualità del sonno. Le varianti genetiche protettive identificate nei supercentenari, come quelle studiate da Puca e Madeddu tra il Gruppo MultiMedica e l’Università di Bristol, ci insegnano che la longevità ha una base biologica misurabile.
Poi il pannello ematochimico di longevità, ben oltre gli esami di routine: marcatori infiammatori come PCR ultrasensibile, IL-6 e GDF-15, che è uno dei sette surrogati plasmatici utilizzati nell’orologio epigenetico GrimAge per predire la mortalità; marcatori metabolici come HOMA-IR e ApoB, perché l’insulino-resistenza è uno dei principali acceleratori di invecchiamento; marcatori mitocondriali come lattato e glutatione, perché come ricorda il Prof. Ennio Tasciotti, Direttore del Programma Longevità Umana dell’IRCCS San Raffaele di Roma, l’equilibrio mitocondriale è il requisito centrale della resilienza tissutale.
Infine, gli orologi biologici. Oggi non misuriamo più solo il colesterolo, misuriamo la velocità con cui invecchiamo. Gli orologi di seconda generazione, DNAm PhenoAge e GrimAge, basati sulla metilazione del DNA, sono i più accurati nel predire tempo alla morte, al cancro e alle malattie cardiovascolari. A questi si affiancano l’orologio proteomico, utilizzato nello studio sul Rentosertib pubblicato su Nature Biotechnology, e la misurazione dell’età vascolare con CAVI e spessore intima-media carotideo. È fondamentale, perché il gene della longevità agisce proprio sui vasi. Completa il quadro l’analisi del microbiota intestinale, il cui enterofenotipo, come dimostrato dalla Prof.ssa Lorenza Putignani dell’Ospedale Bambino Gesù, modula infiammazione e immunità.

FASE 2 – LE FONDAMENTA: L’80% DEL RISULTATO

Senza queste basi, qualsiasi farmaco è inutile.
Primo, la nutrizione di precisione: dieta mediterranea a basso carico glicemico, finestra alimentare di 12 ore e un apporto proteico di 1-1,2 grammi per chilo al giorno per contrastare la sarcopenia. La massa muscolare è oggi riconosciuta come il principale organo endocrino di longevità.
Secondo, il movimento: 150 minuti di attività aerobica moderata a settimana, più due sedute di resistenza e un lavoro specifico sul VO2max. Questo migliora l’attività dell’eNOS, la stessa via protettiva attivata dalla proteina della longevità LAV-BPIFB4.
Terzo, il sonno circadiano: 7-8 ore, buio totale, temperatura inferiore a 19°C e niente schermi dopo le 22:30.
Quarto, la gestione dello stress: tecniche di respirazione, meditazione e preghiera, che riducono in modo misurabile IL-6 e il profilo infiammatorio SASP delle cellule senescenti.

FASE 3 – GLI INTERVENTI MIRATI: LA FRONTIERA SCIENTIFICA

Solo su indicazione medica e in centri specializzati.
Il cuore del protocollo è l’ottimizzazione mitocondriale: Coenzima Q10, PQQ, Acido Alfa-Lipoico, Magnesio e Omega-3 ad alta purezza, che supportano la catena respiratoria e la produzione di ossido nitrico endoteliale.
Poi la modulazione della senescenza. Le cellule senescenti, le cosiddette “cellule zombie”, secernono fattori infiammatori dannosi. Due strade sono in sperimentazione: quella nutraceutica, con Quercetina e Fisetina a cicli intermittenti, e quella farmacologica, con Dasatinib + Quercetina. Il primo trial umano ha dimostrato che tre giorni di trattamento possono ridurre in undici giorni le cellule senescenti nel tessuto adiposo. Sono farmaci sperimentali, con emivita inferiore a 11 ore, strategia “hit-and-run”, utilizzabili esclusivamente in trial clinici controllati e off-label per la longevità.
Infine, la via LAV-BPIFB4, la scoperta italiana più promettente. Identificata studiando tre popolazioni di longevi, questa variante del gene BPIFB4 è arricchita nei centenari. Il suo meccanismo è elegante: attiva l’eNOS, aumenta l’ossido nitrico e favorisce vasorilassamento e rivascolarizzazione. Nel modello murino anziano, la terapia genica con LAV-BPIFB4 ha prevenuto il deterioramento cardiaco, ripristinando funzione e perfusione miocardica e migliorando la copertura dei periciti. Ad oggi non esiste in commercio un farmaco a base di LAV-BPIFB4: è in fase pre-clinica. In attesa del farmaco, possiamo favorire naturalmente la stessa via con il controllo della pressione e l’attività aerobica.

FASE 4 – MONITORARE PER MIGLIORARE

Controllo a 6 e 12 mesi con ripetizione degli orologi biologici e degli esami. L’obiettivo non è abbassare un singolo valore, ma ottenere la concordanza di più orologi che indichino una decelerazione dell’invecchiamento. FASE 5 – Nella prevenzione, è Importante utilizzare la Melatonina Coniugata, Glutatione Ridotto , Acido ascorbico , Alfa tocoferile acetato e Beta carotene. È importante , inoltre , personalizzare il protocollo terapeutico in base alle esigenze del paziente .
Dobbiamo avere il coraggio di passare da una sanità che rincorre le malattie a una sanità che costruisce salute. Questo è il compito della politica cristiana e popolare che rappresentiamo.

ESAMI DI VALUTAZIONE BIOLOGICA DI LONGEVITÀ

I. Anamnesi: storia familiare >90 anni, esposoma, questionari PSQI e IPAQ.
II. Infiammatorio:PCR ultrasensibile, IL-6, GDF-15.
III. Metabolico: glicemia e insulina a digiuno, HOMA-IR, HbA1c, profilo lipidico completo, ApoB, Lipoproteina(a).
IV. Ormonale e nutrizionale: Vitamina D 25-OH, B12, folati, omocisteina, DHEA-S, IGF-1, ferritina, TSH, FT3, FT4.
V. Mitocondriale: lattato plasmatico, glutatione ridotto/ossidato, Coenzima Q10.
VI. Cardiovascolare e renale: NT-proBNP, Troponina HS, creatinina, eGFR, cistatina C, esame urine con microalbuminuria, emocromo completo.
VII. Orologi biologici e strumentali: GrimAge v2 / PhenoAge / DunedinPACE, CAVI, EcoDoppler TSA con IMT, bioimpedenziometria/DEXA, hand-grip strength, velocità del cammino.
VIII. Microbiota: analisi microbiota intestinale, calprotectina fecale, zonulina.

Si consiglia per gli esami , digiuno 12 ore, prelievo tra le 8:00 e le 9:00, consigliabile inoltre moderare le attività nelle 24 ore prima del prelievo .

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