UGEI: “Dal 7 ottobre esaltato come resistenza alle minacce antisemite, basta normalizzare l’odio”

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AgenPress. Definire il massacro del 7 ottobre un’operazione di resistenza, paragonarlo alla lotta partigiana italiana e mettere in discussione la natura civile delle vittime significa legittimare e glorificare la violenza terroristica. È quanto accaduto durante un’iniziativa in ambito universitario a Bologna, dove il portavoce dei Giovani Palestinesi ha sostenuto che bisognerebbe discutere cosa si intenda per “civili” in uno Stato definito “fascista” come Israele.

Non si tratta di un episodio isolato. Da Torino ad Ancona, il 7 ottobre è stato presentato o celebrato in contesti universitari come una data di resistenza, fino alla cosiddetta “Festa del 7 ottobre” organizzata ad Ancona proprio nel giorno dell’anniversario del pogrom perpetrato da Hamas. Chiamare resistenza il massacro di 1.200 persone e il rapimento di 251 ostaggi significa rovesciare la realtà e calpestare la memoria delle vittime.

L’Unione Giovani Ebrei d’Italia condanna inoltre le scritte antisemite comparse nel vicolo Monticelli a Bologna, con esplicite minacce di violenza contro gli ebrei.

La celebrazione del terrorismo e le minacce antisemite non sono manifestazioni di dissenso: sono segnali di una deriva che le istituzioni, a partire da quelle universitarie, hanno il dovere di contrastare.

 

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