Agenpress. Il rischio è quello di una sovietizzazione della nostra economia. Un corso in atto da tempo ma accelerato dalla pandemia e portato avanti dal governo delle 4 sinistre, il Conte II.

La deriva era in atto già da tempo, soprattutto in ragione del confuso e rozzo statalismo del Movimento 5 stelle, ma era presente anche nel governo giallo-verde, un po’ mitigata dal padanismo e dal liberalismo della Lega.

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Ma proprio di quel governo sono il decreto Dignita’, il Reddito di cittadinanza, e i pasticci su Ilva e Alitalia. La deriva prosegue dentro il governo delle 4 sinistre e continua con la caduta libera dell’economia di mercato. Con la pandemia e decreti conseguenti tutto si accelera e l’assistenzialismo diventa la parte importate della spesa. Non sento parlare di investimenti, produttivita’, efficienza, mentre si pensa ad un reddito di emergenza che non e’ altro che l’ampliamento del reddito di cittadinanza che non viene toccato.

Si negano i voucher in agricoltura e chiunque abbia chiesto di poter far lavorare in questo campo i percettori del reddito in questione, non e’ stato preso in considerazione.

Oggi ho letto l’intervista alla professoressa Mazzucato e quella al ministro Patuanelli, da cui nasce un combinato disposto.

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Mazzucato prefigura, semplificando un po’ – se ho ben capito ma spero di essere smentito – che rinasca l’Iri, un ruolo strategico dello Stato nell’economia con una filosofia dirigista. Visto che il mercato non ce la fa, che la globalizzazione e’ in crisi, che si sta ridefinendo un quadro della distribuzione globale di ricchezze e poteri meglio che sia lo Stato a indicare la strada”, e’ il ragionamento. Mazzucato e’ una professoressa seria e di valore, che ha una visione rispettabile ma che ha un nome: statalismo.

Quanto al ministro Patuanelli – ripeto se ho ben capito ma spero di essere smentito – visto che le PMI sono in crisi, non ha detto facciamo presto a dare liquidita’, risarcimenti, a riaprire l’economia, ma ha detto ‘facciamo entrare lo Stato nel capitale delle imprese, anche se non per sempre’. A me sono venuti i brividi.

Questa non e’ una risposta emergenziale ma una risposta strategica, filosofica, culturale. Si tratta di un ritorno al passato dentro la morsa dell’incertezza e della paura che non sono buone consigliere. E questo che cosa vuole significare, che lo Stato compra banche, giornali e grandi imprese? E poi a quale classe dirigente diamo in mano tutto questo? A Conte, Grillo, Patuanelli, Di Maio? E tutto questo senza che io veda intorno alcuna reazione, dove e’ l’anima liberal del Pd, che fine ha fatto? E poi significa entrare in quali imprese, dappertutto o solo in quelle amiche e con quali strategie? Io con tutti i difetti che ha mi fido di piu’ del mercato..

E’ quanto dichiara, in una nota, l’on. Renato Brunetta responsabile economico di Forza Italia.