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Bruxelles ritira le linee guida contro il “Natale” e la tradizione cristiana. Commissaria: “non è documento maturo, ci lavoreremo ancora”

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AgenPress – “L’iniziativa delle linee guida aveva lo scopo di illustrare la diversità della cultura europea e di mostrare la natura inclusiva della Commissione. Tuttavia, la versione pubblicata delle linee guida non è funzionale a questo scopo. Non è un documento maturo e non va incontro ai nostri standard qualitativi. Quindi lo ritiro e lavoreremo ancora su questo documento”.

Lo dichiara la commissaria Ue all’Uguaglianza Helena Dalli, supervisor delle indicazioni per la comunicazione esterna e interna dell’Ue che, in queste ore, hanno sollevato diverse polemiche, a partire dai riferimenti al Natale.

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La Commissione europea ha ritirato, quindi, l’ “Union of equality“, il documento con le linee guida per la comunicazione interna presentato il 29 novembre. Una scelta che arriva dopo le polemiche suscitate da alcuni contenuti, quali il suggerimento di non citare più il nome di festività religiose (“Il Natale è stressante”) ma indicarle solo in maniera generica (“le festività sono stressanti”) o la raccomandazione di “non usare nomi o pronomi che siano legati al genere del soggetto”.

“L’iniziativa aveva lo scopo di illustrare la diversità della cultura europea e di mostrare la natura inclusiva della Commissione verso tutti i ceti sociali e le credenze dei cittadini. Tuttavia, la versione pubblicata delle linee guida non è funzionale a questo scopo. Non è un documento maturo e non soddisfa tutti gli standard di qualità della Commissione. Ritiro quindi le linee guida e lavoreremo ancora di più su questo documento“, ha aggiunto, ricordando che lo scopo originario era quello di “illustrare la diversità della cultura europea e di mostrare la natura inclusiva della Commissione”.

Tuttavia, chiunque abbia letto queste linee-guida – che risalgono a ottobre e non sono certo “un’esclusiva” di qualche giornale – non si è trovato di fronte a nulla di scandaloso. In sostanza, l’esecutivo comunitario chiedeva ai propri e alle proprie dipendenti di utilizzare un linguaggio più neutro possibile, che rispecchiasse le diversità di genere, etniche, culturali, di età, di abilità e di orientamento sessuale sul territorio comunitario, in linea con la strategia dell’UE per l’uguaglianza.

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Le nuove linee-guida (che integravano quelle già esistenti) servivano per definire ulteriormente come scrivere un documento pubblico in modo uniforme. La Commissione Europea – come il Parlamento, il Consiglio e le agenzie UE – è un’istituzione pubblica, non un organo di partito, e ha bisogno di standard di scrittura omogenei per le comunicazioni interne ed esterne. Per esempio, l’uso dell’inglese britannico, non statunitense (organise, non organize), quali parole richiedono la maiuscola, non utilizzare forme abbreviate o espressioni gergali e altre indicazioni di questo genere.

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