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Cicchitto (ReL): Di Maio peggio del PCI, il ministro degli Esteri sta spostando sempre più il baricentro dell’Italia verso la Cina

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Agenpress. “Il silenzio del governo italiano su Hong Kong è assordante, è scandaloso che il presidente del Consiglio Conte e il ministro degli Esteri Di Maio non abbiamo ancora detto una parola, però non è neanche brillante l’atteggiamento discreto tenuto sull’argomento dal segretario del Pd Zingaretti per il quale a quanto sembra è tutto ordinaria amministrazione. Siamo di fronte al primo atto di un’altra tragedia storica espressa dal comunismo dopo l’ ‘Ungheria, la Cecoslovacchia e dopo Tienanmen perché è evidente che fra un po’ ad Hong Kong succederanno cose gravissime.

L’Italia è sempre stata in prima fila nelle grandi battaglie di libertà, anche nei confronti delle dittature di destra, nei confronti dei colonnelli greci, della Spagna franchista, dell’Argentina e di Pinochet dove Craxi e i diplomatici italiani diedero il meglio di sé stessi. Invece adesso l’Italia è squallidamente silenziosa.

Eppure l’Italia avrebbe tutte le ragioni per alzare la voce, in primo luogo per evidenti ragioni riguardanti diritti di libertà individuali e collettivi, ma anche per quello che è accaduto nel nostro paese in seguito all’esplosione della pandemia. Noi su questo giornale abbiamo elencato gli evidenti errori commessi sull’argomento sia dal governo italiano sia dalla Regione Lombardia, errori così incrociati che se la decenza politica avesse ancora un senso sia la maggioranza che sostiene il governo sia l’opposizione dovrebbero sull’argomento smetterla di polemizzare fra di loro ed aprire invece una seria analisi autocritica che più di 30.000 morti hanno la forza di richiedere.

Comunque, al di là di tutto, se la Lombardia sta tuttora chiaramente nei guai, finora ha avuto 16.000 pazienti morti e un centinaio di medici andati a morire senza coperture la principale responsabilità di tutto ciò del ritardo con cui il governo cinese ha comunicato l’esistenza del contagio sul suo territorio: vale per tutti l’eroica testimonianza data dal giovane medico cinese che poi è morto sul campo. Solo il ministro degli Esteri Di Maio, che è il principale esponente del «partito cinese» in Italia, può far finta di niente, anzi addirittura fare da sponda all’operazione mediatica posta in essere dal governo cinese da marzo per coprire le sue responsabilità.

In sostanza, a Di Maio e al Movimento 5 stelle sta riuscendo quello che non riuscì a suo tempo al Pci rispetto all’Urss, cioè quello di spostare l’Italia dalla sua collocazione netta e chiara nell’Occidente in una sorta di terra di nessuno nella quale non a caso avvengono le scorrerie che hanno provocato le preoccupazioni del Copasir e che sono state oggetto di due significativi articoli su Repubblica.

Non si tratta di una sorta di ripetizione meccanica di una scelta del passato, ma in riferimento all’Occidente è un qualcosa di assai importante che riguarda presente e il futuro. I nostri punti di riferimento non possono non essere gli Stati Uniti quale che sia il suo presidente e l’Unione Europea. Adesso checché ne dicano Matteo Salvini e Giorgia Meloni se l ‘Europa non esistesse dovremmo inventarla o invocarla: le soluzioni autarchiche, dopo lo tsunami che è avvenuto, ci porterebbero alla rovina. Del resto, già oggi Salvini e la Meloni (e il loro ispiratore Giulio Tremonti) fanno finta di non sapere che senza i massicci acquisti di nostri titoli da parte della Bce noi saremmo sull’orlo del baratro.

Una parte dell’Europa, in primo luogo la Germania e la Francia, ha capito che, dopo la pandemia, o c’è un salto di qualità oppure non solo l’Italia, ma tutta l’Europa salta per aria. Dopodiché guai a commettere altri errori, in primo luogo nulla va dato per scontato e tutto deve essere ancora duramente contrattato, in secondo luogo le risorse acquisite dovranno essere utilizzate per investimenti produttivi e per riformare l’Italia, non per una miriade di bonus, dagli 80 euro a quota 100 a tante altre disgustose operazioni assistenziali fatte in questo periodo sia dal centro-sinistra che dal centrodestra. Un’ultima osservazione: mi auguro vivamente che a nessuno venga in testa che per ragioni cosiddette ideologiche buttiamo dalla finestra i 36 miliardi del Mes.”

Lo dichiara a Il Tempo Fabrizio Cicchitto (Presidente Riformismo e Libertà).

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