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Coronavirus. Cina, le bugie e la repressione del Partito Comunista per coprire la verità

Agenpress – La Cina sta esercitando una dura repressione sulla pubblicazione di ricerche accademiche sulle origini del nuovo coronavirus, in quello che probabilmente farà parte di un più ampio tentativo di controllare la narrativa che circonda la pandemia.

La ricerca sulle origini del virus è particolarmente sensibile e soggetta a controlli da parte di funzionari governativi così  affermano gli avvisi pubblicati sui siti Web dell’Università di Fudan e della China University of Geosciences (Wuhan).

ll prof. Steve Tsang, direttore del SOAS China Institute di Londra, ha affermato che il governo cinese ha prestato una forte attenzione su come viene percepita l’evoluzione e la gestione del virus sin dai primi giorni dell’epidemia.

“In termini di priorità, controllare la narrazione è più importante della salute pubblica o delle conseguenze economiche”, ha affermato. “Non significa che l’economia e la salute pubblica non siano importanti. Ma la narrazione è fondamentale. ”

La Cina è stata accusata di sminuire le conseguenze dell’orribile coronavirus, nascondendo il numero di morti stimato in decine di migliaia e scatenando una potenziale ondata di nuove infezioni nella città epicentro dell’epidemia, con l’intento di far ripartire l’economia nazionale.

I funzionari del Partito Comunista sono sospettati di manipolare le statistiche per nascondere il conteggio dei contagiati a Wuhan, nella provincia di Hubei, con uno stratagemma cinico permettendogli di correre in vantaggio rispetto ad altre grandi economie, tornando al lavoro, mentre vaste aree del mondo rimangono paralizzate dalla pandemia.

Nella lotta al coronavirus, il mondo intero, deve ascoltare la Cina “non ufficiale”. Il ricordo dei tanti attivisti che hanno chiesto la verità sulla crisi epidemica. La critica agli accademici di regime che difendono l’operato di Pechino.

La pandemia globale ci costringe a confrontarci con una verità scomoda: politicizzando tutti gli aspetti della vita, compresa la salute delle persone, il governo autocratico a partito unico nella Repubblica popolare cinese ha messo in pericolo tutti. Piuttosto che fidarsi delle intenzioni del Pcc e accettare l’approvazione acritica delle politiche del Partito-Stato da parte degli accademici di regime, dovremmo prestare maggiore attenzione alle voci di quella che può essere definita la Cina “non ufficiale”.

Resta ancora da capire come mai non viene intrapresa alcuna iniziativa da parte della politica contro un regime che ha letteralmente messo in ginocchio l’economia di un Paese come il nostro! Anzi! Su scatoloni pieni di mascherine (pagate profumatamente) vediamo allegramente accostato il nostro tricolore alla Bandiera di Mao!

Pochi mesi sono passati dalla firma del “memorandum” come accordo per la “via della seta”… sentite come suona bene “via della seta”… rassicurante… richiama il passato glorioso di mercanti che commerciano liberamente da una parte all’altra del globo! Purtroppo non è così! Si tratta di grossi capitali cinesi che compreranno infrastrutture strategiche della Penisola! Con questi presupposti fare accordi di qualunque tipo con Xi oltre ad essere dannoso è soprattutto molto pericoloso.

Questi accademici, dottori, imprenditori, giornalisti cittadini, avvocati, sostenitori dell’interesse pubblico e giovani studenti di mentalità indipendente non accettano più il governo del terrore del Pcc.

Mentre la fonte e la diffusione esatta del virus non sono ancora chiare, la questione dell’origine è estremamente importante, per il popolo cinese e per tutta l’umanità: solo cercando di capire come si è arrivati a questo disastro globale possiamo impedire che si ripeta.

Le radici della pandemia sono state nascoste dalle autorità del Partito Comunista Cinese a Wuhan (Hubei). Sotto l’influenza del Partito, l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha minimizzato la crisi.

Mentre il PCC silenziava chi cercava di avvertire il mondo, l’OMS non poneva le domande giuste, prendendo semplicemente per buona la versione ufficiale di un governo noto per il disprezzo sistematico della vita umana fino a quando non è stato semplicemente troppo tardi. In questo modo un’agenzia delle Nazioni Unite che esiste per rispondere alle epidemie e alle pandemie onde garantire alle persone uno dei diritti umani fondamentali, ovvero la cura in caso di bisogno sanitario, è diventata complice di un regime che il responsabile maggiore della carneficina attuale. (liberamente tratto da laogai)

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