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Difficoltà, errori, rischi e gli Italiani sempre più confusi

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Agenpress  – Ci ritroviamo come per un malefico incantesimo in uno scenario di enorme incertezza, difficoltà,rischi chi  avrebbe mai  immaginato di trovarsi a vivere sulla propria pelle il dramma degli abitanti di Wuhan?

Se e’ vero che l’errore più grave che avrebbe potuto commettere il Governo Conte sia stato quello di  sminuire il rischio sul vero pericolo di contagio,con rassicurazioni tutt’altro che reali, diciamolo pure, che se si ammette essere accaduto tutto questo, allora gli errori potrebbero essere stati tanti  tra cui, una possibile comunicazione  incoerente, confusione sui contenuti che hanno potuto rendere i cittadini inconsapevoli della realtà  sulle norme  riguardanti le restrizioni (ricche di fraintendimenti), possibili provvedimenti  adottati in ritardo, per non parlare- ad es. sulla rassicurazione del numero di tamponi effettuati alla popolazione rispetto ad  altri paesi, mentre il sindaco di Milano,  Giuseppe Sala, contrariamente a tutto questo,  fa  partire  la campagna “Milano non si ferma”, i locali che riaprono la sera e dell’aperitivo del segretario del Pd  Zingaretti anche lui poco dopo infettato dal virus.

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Ed eccoci arrivati all’ 8 marzo. Il governo sigilla per decreto la Lombardia e altre 14 province del nord Italia, si impongono vincoli,  restrizioni e quarantena a circa 16 milioni di persone. Il capo della Protezione civile Angelo Borrelli   in un intervista ha dichiarato -“che gli interventi devono essere sempre proporzionati al rischio, come prescritto dai protocolli. Ammettendo però che “l’epidemia va più veloce della nostra burocrazia”e tutti sappiamo che nella gestione del rischio l’improvvisazione non paga mai.

Le difficoltà di coordinamento, le mancate strategie condivise, la drammatica situazione sfuggita al controllo delle case di cura per anziani  morti soli senza ricevere cure, e tante persone non ricoverate per mancanza di posti letto ridotti a causa dei tagli alla sanità, la mancanza di liquidita’ e, gli Italiani  sempre piu’ confusi.

E per finire come  ciliegina sulla torta entra in scena forse l’ultimo degli errori il più grande in un periodo storico dove il primo a stingere la cinghia dovrebbe proprio essere il Governo,entra in scena la tanto nominata  Task Force di esperti, che proprio il governo Conte ha voluto, con i suoi  250 consulenti  divisi in comitati tecnico scientifici, task force e collegi vari  alcuni con prebende(guadagno, più o meno lauto, conseguito con estrema facilità), altri con puri rimborsi spese.

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Mi viene spontaneo pensare: tanta folla grande confusione.

Ma perché il governo si avvale di una Task Force esterna di consulenti invece di avvalersi  del Cnel cosi come la costituzione della Repubblica ha dato?

Il Cnel nasce come organo consultivo del Governo, delle Camere e delle Regioni e rappresenta un luogo di mediazione all’interno del  quale sono presenti, attraverso una apposita procedura di nomina, le rappresentanze delle forze sociali del mondo dell’impresa, del lavoro autonomo e del lavoro dipendente e di alcune organizzazioni dell’associazionismo sociale e del volontariato.

E’ composto da 66 consiglieri (un numero che non si avvicina neanche lontanamente ai 250 della task force), di cui 56 espressione delle categorie economiche e sociali e 10 esperti di chiara fama (8 nominati dal Presidente della Repubblica e 2 dal Presidente del Consiglio).

Le Task Force sono un inutile spreco di denaro, non avendo alcun potere e riconoscimento costituzionale. “Sorge spontanea una riflessione: chi sono i nominati della task force e  perché il Cnel l’organo preposto, creato con tutte le garanzie democratiche, e che gode di ottima stima, ed è molto ascoltato a Bruxelles  viene ignorato a favore di…. ai posteri l’ardua sentenza”.

Sandra Caschetto

Direttore Corriere Quotidiano 

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