Giachetti (IV): “Dalla Procura di Catanzaro gravissima intimidazione al Parlamento”

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“Cartabia e CSM intervengano”


AgenPress. Il 22 marzo si è svolta l’udienza riguardante la richiesta della Procura di Catanzaro di far tornare in carcere, dai domiciliari presso i quali si trova, l’ex parlamentare ed avvocato Giancarlo Pittelli, accusato di associazione mafiosa nell’ambito dell’inchiesta Rinascita Scott. Ma l’udienza è stata subito rimandata perché la Procura ha presentato dei documenti, che la difesa ha chiesto tempo per analizzare, che a loro avviso aggraverebbero la posizione di Pittelli.

In modo sorprendente, tra questi documenti si trovano non prove contro di lui ma articoli de Il Riformista e video dell’on. Vittorio Sgarbi a suo favore, e soprattutto le interrogazioni parlamentari sulle sue condizioni di carcerazione preventiva presentate, come la legge vuole, nell’ambito delle loro funzioni, da una serie di parlamentari di diversi partiti, tra cui Roberto Giachetti di Italia Viva, il quale ha fatto quindi il 24 un sentitissimo discorso alla Camera nel quale stigmatizzava questo fatto, che anche secondo il vice presidente della Camera è qualcosa che mai era successo nella nostra storia, e che risulta veramente inquietante. Vista l’importanza del tema per la tenuta democratica, ne abbiamo parlato con Giachetti stesso.


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L’altro giorno hai fatto alla Camera un discorso davvero importante, in quanto io trovo che sia quasi eversivo, un attacco diretto al Parlamento da parte della magistratura, depositare in quel contesto un’interrogazione parlamentare facendo pensare che si ritengano i parlamentari che l’hanno fatta, svolgendo le loro funzioni, complici o succubi di associazione mafiosa. Sbaglio nella mia interpretazione?

No, anzi è esattamente il problema che ho posto. Si lascia intendere che in qualche modo ci sia una correità del parlamentare nel procedimento nel quale viene depositata l’interrogazione che nel merito non c’entra nulla con il ricorso che viene fatto dalla Procura nei confronti del Tribunale della Libertà, perché il procedimento riguarda il ricorso per aver concesso i domiciliari a Giancarlo Pittelli, e si allegano le cose del Ros, del gip, della Guardia di Finanza, della Questura di Catanzaro e via dicendo, e poi queste interrogazioni, cioè quella mia, di Bruno Bossio e Magi e quella di Bonino e Richetti al Senato, in questo modo lasciando intendere che o sia da una parte come ho detto in aula una forma di intimidazione riguardo l’attività dei parlamentari, il che non sarebbe meno grave, o addirittura il tentativo di supporre una sorta di correità con Pittelli, in una vicenda che ovviamente non riguarda la mia interrogazione, con tutto ciò che di conseguenza significa, e questo è il punto fondamentale ed è una cosa inaccettabile.

Io ho l’impressione che siamo arrivati ad un punto in cui, quasi come se tornassimo ai tempi di Mani Pulite, la magistratura non accetti minimamente che la politica si permetta, anche solo chiedendo rispetto dei diritti umani degli indagati, di mettere il becco sul suo lavoro e reagisca quindi in questi modi estremamente bellicosi, tu hai la stessa percezione?

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Non vorrei generalizzare, ma sicuramente per alcuni PM è così, nella fattispecie per il PM di cui parliamo sì, e però questo per quanto mi riguarda non mi fa arretrare di un centimetro, nel senso che la nostra attività di ispezione sulla vita e le condizioni dei detenuti e anche sulle vicende giudiziarie, che ovviamente sono decise dalle sentenze ma che non è che non possono essere commentate da altri, è un dovere del parlamentare: c’è una legge che attribuisce al parlamentare, unico tra tutte le possibili cariche che potrebbero avere a che fare con il carcere, la titolarità delle ispezioni per verificare le condizioni dei detenuti. I parlamentari sono gli unici che possono entrare in carcere; figuriamoci se il procuratore e la DDA di Catanzaro e via dicendo, dopo che io lo faccio da 20 anni riescono in qualche modo a intimorirmi o impedirmi di fare quello che per legge io posso e sono tenuto a fare.

Per questo specifico caso di Pittelli si è creato un forte movimento d’opinione, con una raccolta di circa 3000 firme tra cui quelle di 29 parlamentari in carica e di molti ex, di giornalisti, intellettuali e celebrità varie e persone comuni, ed una campagna stampa su Il Riformista, Il Dubbio, SprayNews e altri: mi è venuto da pensare che la richiesta della Procura di reincarcerlo sia pure in risposta a questa mobilitazione che è stata accolta come una fastidiosa interferenza da loro, avendo raggiunto il suo scopo con la scarcerazione di Pittelli, tanto che sono stati depositati oltre alle interrogazioni, e sempre in modo intimidatorio perché senza ragione giuridica, anche articoli del Riformista e video di Vittorio Sgarbi… tu vedi una relazione?

Io non lo so, io so semplicemente che c’è un giudizio di appello che è quello del Tribunale della Libertà che, a fronte delle per carità motivatissime ragioni della Procura, ha deciso di concedere gli arresti domiciliari a Pittelli. Io penso che, al di là dei legittimi appelli, che ho ovviamente firmato pure io, e delle legittime prese di posizione e mobilitazioni di tutti coloro che ritengono di farlo, poi quelli che decidono sono i giudici sulla base della legge e della giustizia. Quello che ripeto è del tutto inaccettabile è che una Procura che non ritiene adeguata la decisione del Tribunale della Libertà utilizzi delle interrogazioni parlamentari come motivazioni ai fini del loro ricorso. Questo è inaccettabile: tutto il resto è un rapporto tra livelli diversi della Giustizia, se la vedessero tra di loro! Io personalmente penso che tutta la vicenda di Pittelli sia inquietante per come è stata condotta, lo ho detto in tante occasioni e non vorrei che questa sia una delle ragioni per la quale qualcuno pensa di, depositando le interpellanze, farmi arretrare di un passo da quella che è la mia storia, la mia attività politica e anche, in questo caso, la mia presa di posizione nei confronti di Pittelli.

Per finire, quale dovrebbe essere la giusta reazione del Parlamento e della politica a questo tipo di azioni, quella che tu auspichi con il tuo intervento?

Come ho spiegato anche in aula il mio non è un fatto personale, io per quanto mi riguarda farò l’interrogazione al Ministro della Giustizia per chiederle di accendere un faro su questa vicenda e di utilizzare i poteri che le sono propri, specie quello di ispezione, per verificare come è stata possibile una cosa del genere. Dopo di che, proprio perché non è una cosa personale, ho detto al Presidente della Camera che a mio avviso deve egli attivarsi sul Consiglio Superiore della Magistratura, che è l’organo di autogoverno della magistratura, per chiedere che si apra un procedimento nei confronti della Procura di Catanzaro per capire perché è stata fatta una cosa del genere e nel caso in cui, come io penso, non ci sia alcuna motivazione legale, perché intervenga dal punto di vista disciplinare.

di Umberto Baccolo (SprayNews.it)

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