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Mascherine. Task Force Conte: “incertezza sull’efficacia, dovuta a limitata evidenza scientifica”

Agenpress – “Ci sono delle incertezze sul valore dell’efficacia dell’uso di mascherine per la popolazione generale dovute a una limitata evidenza scientifica, sebbene le stesse siano ampiamente consigliate; oppure variabili non misurabili, es. il comportamento delle persone dopo la riapertura in termini di adesione alle norme sul distanziamento sociale ed utilizzo delle mascherine e l’efficacia delle disposizioni per ridurre la trasmissione sul trasporto pubblico. Elementi questi che suggeriscono di adottare un approccio a passi progressivi”.

E’ quanto si legge nel Report delle riaperture “Valutazione di politiche di riapertura utilizzando contatti sociali e rischio di esposizione professionale” stilato dall’Istituto superiore di sanità e dalla Task Force a guida di Vittorio Colao, in base al quale il premier ha frenato, appunto, sulle riaperture delle attività.

Parole, quelle sulle mascherine, che lasciano in un certo qual modo, sconcertati. Ci saremmo aspettati una valutazione scientifica che obbligasse gli italiani a indossarle, per la propria e altrui sicurezza.

In questo modo, non essendoci una limitata valenza scientifica, legittima tutti a noi ad un utilizzo facoltativo, senza tener conto di tutte le polemiche intorno alla produzione e approvvigionamento, in merito al quale, lo stesso commissario, Domenico Arcuri, ha riferito oggi, in video audizione alle Commissioni Finanze e Attività produttive della Camera che  “da lunedì (4 maggio, inizio fase 2) se serviranno possiamo distribuire 12 milioni di mascherine al giorno, da giugno 18 milioni, da agosto 24 milioni al giorno. Le distribuiamo gratis a sanità, Pubblica amministrazione, forze dell’ordine e servizi essenziali, da lunedì anche ai trasporti pubblici locali e alle Rsa pubbliche e private. Ma il commissario non distribuisce mascherine ai cittadini, deve metterli in condizione di comprarle a un prezzo più conveniente possibile, di qui il prezzo calmierato a 0,50 centesimi. La gente dice che non ha mascherine? Io più che darle alle categorie indicate e alle farmacie non posso fare”.

“Durante i primi giorni della crisi il prezzo delle mascherine, di 8 centesimi prima dell’emergenza, era arrivato almeno a 5 euro. Non esisteva una produzione nazionale di beni considerati marginali e diventati di consumo primario”.

“Il prezzo calmierato a 0,50 centesimi? Ci sono gli strepiti dei pochi danneggiati e io silenzio dei tanti cittadini avvantaggiati, ma che non hanno voce mediatica al contrario dei primi – ha aggiunto -. Il costo di produzione della mascherina è di 5 centesimi secondo le nostre analisi, capite qual era lo spazio di profitto, bisognava limitarlo, tanto più che le aziende non erano tutte italiane. Le aziende ora ce le danno a 38 centesimi”.

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