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Scuola. Locatelli, vaccinare i giovani, colpiti come se fossimo in guerra. Rischio vista e obesità

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AgenPress –  “Soprattutto in vista della ripresa dell’anno scolastico il prossimo anno, è importante mettere in campo strumenti per una didattica in presenza significativamente maggiore rispetto agli ultimi due anni, con un occhio particolare a quanto attiene il trasporto pubblico locale e con l’attivazione di percorsi vaccinali, una volta che siano approvati dall’Agenzia del farmaco, anche per la popolazione pediatrica”. Lo ha detto il presidente del Cts Franco Locatelli in audizione davanti alle commissioni congiunte salute e istruzione del Senato.

“L’età scolare e adolescenziale – ha proseguito Locatelli – sono particolarmente delicate: l’interruzione della didattica in presenza se può essere compensata dalla dad, induce comunque una deprivazione del tipo sociale ed emozionale le cui conseguenze non devono essere sottovalutate”.

“Prolungandosi nel tempo” la pandemia, c’è stato un impatto sulle giovani generazioni con una interruzione di socialità, affettività e didattica. “Queste generazioni hanno un percorso con qualche somiglianza a eventi drammatici come la guerra. Non c’è l’impatto evidente della distruzione della guerra ma c’è la percezione di un qualcosa che ha interrotto dei percorsi che andranno adeguatamente ripristinati”.

“La fascia più critica è quella degli adolescenti, i piccoli si contagiano meno. Serve una attività educativa e formativa sul pre e il post scuola: serve un patto generazionale” con gli adolescenti, ha aggiunto Locatelli, rispondendo ad un’altra domanda. Il professore non ha escluso problematiche legate a disturbi della vista nei giovani, in conseguenza della dad e ha indicato la strada di campagne per valutare questo tipo di problemi. Un altro tema connesso, riguarda il rischio obesità.

“Lo stress influisce sul comportamento e la salute mentale e anche sui meccanismi che riguardano i bisogni primari, con un regime alimentare scomposto. Tutto questo nel tempo può contribuire allo sviluppo di obesità a breve e a lungo termine. Per motivi temporali non ci sono ancora studi conclusivi”.

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