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Scuola: riapertura in presenza, senza dad

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AgenPress. Serve un parere del Cts sulla copertura dei vaccini, lo sostiene il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, che ribadisce la sua battaglia “per la presenza, giorno e notte” nella scuola, impegnandosi “a continuarla ma ognuno ha una responsabilità: il Cts fa le sue affermazioni, loro ci dicono che ci sono ancora dei problemi sanitari e ci devono dire loro cosa succede se ci sono certi livelli di copertura vaccinale. Io la battaglia per il rientro in presenza la sto facendo alla grande, facciamola insieme”.
Sulla didattica a distanza Bianchi spiega che “allo stato attuale non c’è,  non abbiamo in mente di farlo, però c’è un fortissimo appello alla solidarietà collettiva”.
“La parola dad come tutti gli acronimi e’ pericolosa. – ritiene Bianchi – Se dad vuol dire l’esperienza dell’anno scorso in completa sostituzione della scuola in presenza, quella no, non la facciamo piu’. La scuola e’ in presenza e tutti noi dobbiamo remare in questa direzione. A settembre stiamo lavorando per essere in presenza”.
“La stragrande maggioranza degl  insegnanti ha aderito alla vaccinazione” anti-Covid, afferma il ministro della Salute, Roberto Speranza: “C’è una  percentuale molto significativa del personale scolastico” che si è  protetta. “Dobbiamo lavorare perché questa percentuale cresca ancora  nelle prossime settimane e secondo me le condizioni ci sono. Lavoriamo perché” a settembre la scuola “possa riprendere nel modo più sicuro possibile”.

Il presidente della Regione Sicilia, Nello Musumeci, rileva che “i personale scolastico vaccinato in Sicilia è circa il 70%, non il 56. Questa discrepanza, in ogni caso, non toglie nulla alla nostra ferma intenzione di continuare con perseveranza e di far crescere quei numeri”.

Il vaccino, aggiunge Musumeci, “non è un obbligo in Italia, come sappiamo. Ma io penso che chi ha contatti con gli alunni dovrebbe essere vaccinato per poter lavorare, naturalmente non è materia di mia competenza. Mi auguro che da Roma arrivi presto una posizione chiara”.

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“Siamo convinti che riusciremo a completare la vaccinazione degli aventi diritto in tempo per far ripartire le lezioni in presenza dal 16 settembre, primo giorno di scuola qui in Sicilia, naturalmente nessuno è nelle condizioni di stabilire con certezza cosa succederà da qui ad allora: la variante Delta è un’incognita”.

Il presidente dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini evidenzia che per “evitare focolai” nelle scuole, e quindi la dad, ci vuole il vaccino: per cui è “cosa buona e giusta farlo”. Ma l’obbligo non c’è, “nessuno su questo si spaventi”.

“Sopra i 12 anni- rileva Bonaccini- ci si può vaccinare e io spero si vaccinino più persone possibile, compresi i ragazzi”. Il vaccino “protegge ed e’ lo strumento per permettere che non si torni più a chiudere ciò che abbiamo con tanti sacrifici riaperto e che si possa fare la didattica in presenza”.

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Tra gli ‘scettici’ ci sono anche i comitati no dad contrari alla proposta dell’assessore alla Salute Raffaele Donini di garantire la didattica in presenza agli studenti vaccinati: “sopra i 12 anni ci si può vacccinare”.

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