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Terrorismo. 007, impegno in Sahel innalza livello rischio per i connazionali e per gli interessi italiani

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AgenPress – Il nuovo impegno militare italiano nel Sahel, con contingenti nell’ambito dell’operazione Takuba – tra Niger, Mali e Burkina Faso – innalza il livello di rischio per i connazionali e per gli interessi italiani dislocati in quei territori dove il Daesh, in ritirata da Iraq e Siria, si sta espandendo.

La minaccia riguarda non solo l’Africa ma anche l’Italia perché, anche se non vi sono allo stato informazioni di gruppi terroristici strutturati all’interno dei nostri confini, gli “avvertimenti” all’Italia potrebbero innescare azioni isolate da parte di lupi solitari.

Secondo gli analisti della nostra intelligence – che hanno studiato a lungo l’ ‘editoriale’ minaccioso dedicato anche all’Italia e al ministro degli Esteri Luigi Di Maio, pubblicato l’8 luglio su al-Naba, organo propagandistico del Daesh – la propaganda dello Stato islamico è in questa fase finalizzata soprattutto ad affermare la propria vitalità, nonostante le sconfitte degli ultimi anni.

E viene individuato proprio il Sahel quale attuale terreno di scontro, dove alcuni paesi europei, tra cui l’Italia, hanno dato vita alla nuova missione Takuba. Ora, le minacce non sono certo una novità, ma in questa particolare congiuntura gli 007 ritengono che non possano essere minimizzate e che oggettivamente innalzino il livello di rischio per i connazionali e gli interessi italiani dislocati in quell’area, dove peraltro sono già stati attaccati contingenti internazionali, francesi e maliani, e dove la situazione è destinata a peggiorare. Non solo.

La minaccia è presente anche in Europa, non tanto per effetto dell’Isis come organizzazione, quanto di elementi, spesso isolati e non organicamente riconducibili al Daesh, desiderosi di accreditamento e visibilità. I cosiddetti lupi solitari self-starter, soggetti auto-radicalizzati o con difficoltà ad integrarsi nel tessuto sociale nazionale, che devono essere dunque attentamente monitorati.

Per gli 007, non vi sono “indicatori concreti di minaccia” che possono mettere in pericolo figure istituzionali italiane o della coalizione anti-Isis, e neppure vi sono al momento informazioni di reti o network terroristici strutturati all’interno dei nostri confini, ma bisogna essere consapevoli – avvertono – che l’impegno nel Sahel espone l’Italia a possibili azioni di ritorsione, al pari della Francia.

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