Omicidio Cerciello. Per i periti, Finnegan Lee Elder era capace di intendere e volere

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AgenPress –  “Si ritiene che Finnegan Lee Elder fosse capace di intendere o di volere al momento del fatto” ed è per questo “imputabile”.

E’ quanto si legge nelle conclusioni della perizia psichiatrica disposta dal tribunale di Roma nei confronti del californiano accusato, assieme a Gabriel Natale Hjorth, dell’omicidio del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega accoltellato il 26 luglio dello scorso anno.

I professori Stefano Ferracuti e Vittorio Fineschi, che hanno svolto l’attività peritale, affermano che Elder “è persona che presenta un disturbo di personalità borderline-antisociale di gravità medio elevata, una storia di abuso di sostanze (in particolare Thc) e un possibile disturbo post-traumatico da stress”.

Per i periti “tuttavia non è possibile dimostrare che la condizione mentale accertata nell’Elder abbia compromesso la libera capacità decisionale del soggetto al momento del compimento dell’azione delittuosa: riteniamo perciò che il signore sia da valutarsi come imputabile all’epoca dei fatti”.