Italiani all’estero, 20 sedi diplomatico-consolari attaccate dal Coronavirus

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AgenPress. Continuano a crescere in maniera esponenziale i contagi per Coronavirus nelle Americhe, negli Usa e in America Latina in particolare. Così anche la rete consolare italiana è costretta a fare i conti con il Covid 19. Sono diverse, infatti, le sedi diplomatico-consolari che sono state chiuse perché al loro interno ci sono stati casi di contagio.

Si tratta, fino ad oggi, di almeno una ventina di sedi, tra Ambasciate e Consolati. Si va dall’Ambasciata d’Italia in Messico a quella a Belgrado, dal Consolato Generale di Miami a quello di Buenos Aires. Colpita anche la sede di rappresentanza Onu a New York.

C’è paura tra gli impiegati e i funzionari delle nostre sedi diplomatiche nel mondo, terrore nei connazionali che hanno frequentato quelle sedi.

Gli italiani nel mondo soffrono per la mancanza dei servizi in questo periodo di pandemia durante il quale la rete consolare italiana nel mondo funziona a singhiozzo; d’altra parte, Ambasciate e Consolati sono costretti a chiudere le proprie porte per evitare di diventare a loro volta focolai di Coronavirus.

Oltre alle sedi già citate, sono state compite dal Covid19 l’Ambasciata d’Italia a Doha, Abidjan, Caracas, La Paz, Tashkent, Bogotà, San Josè, Manila. Stessa sorte per il Consolato Generale di Recife.

“Viviamo un’emergenza mai vista prima – commenta il Sottosegretario agli Esteri con delega agli Italiani nel mondo, Sen. Ricardo Merlo -, alle prese con un virus che ancora non è stato sconfitto e che anzi in alcune zone del mondo continua a crescere velocissimamente. In assenza di vaccini – sottolinea – l’unica alternativa è quella di impedire i contatti tra le persone contagiate e chiudere momentaneamente le sedi in cui sono avvenuti dei casi di Covid 19. Mi rendo conto del disagio che sono costretti ad affrontare i nostri italiani nel mondo, anche perché le esigenze di distanziamento lavorativo sono necessarie per scongiurare nuovi contagi all’interno della nostra comunità e delle nostre sedi. Per adesso non c’e alternativa. Alcune sedi consolari, comunque, hanno già riaperto, altre lo faranno nei prossimi giorni.

Tuttavia suggerisco ai nostri connazionali massima prudenza: evitare di recarsi in Consolato o in Ambasciata se non per massima urgenza, evitare assembramenti e indossare sempre e comunque, in particolare nei luoghi chiusi, la mascherina. Lottiamo contro un nemico invisibile – conclude il Sottosegretario Merlo -, distanza sociale, massima igiene delle mani e mascherina sono al momento le uniche armi che abbiamo”.