Covid. Bonomi (Confindustria), si sapeva di una seconda ondata, cosa è stato fatto?

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Carlo Bonomi, presidente Confindustria

AgenPress – “Si sapeva di una possibile seconda ondata, ma cosa è stato fatto? Due terzi delle risorse messe in campo non sono state utilizzate. Qualcosa forse non ha funzionato”,  ed “ora siamo a dire: la curva è ripartita e non siamo in grado di monitorarla”.

Lo dice il presidente dice il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, al convegno dei Giovani Imprenditori, spiegando che sull’emergenza Covid “nessuno di noi era preparato. Riconosco al Governo che non poteva essere preparato, nessuno se lo aspettava”. Affrontarla è stato “un ruolo immane, ma dall’emergenza bisognava pensare al futuro” e “purtroppo siamo ancora in emergenza, non ne siamo usciti”.

Ma oggi “non ci sono i tamponi, non ci sono le strutture pronte”  E sono passati “mesi. Non è possibile” .

L’emergenza oggi non è nei luoghi di lavoro, tema di acceso confronto nelle settimane di uscita dal lockdown, rileva il leader degli industriali: “I luoghi di lavoro sono in linea con la percentuale di contagio. Anzi, sono i più sicuri”.

“Ci accusavano di essere untori ma ora ho sentito nessuno chieder scusa. Chieder scusa in Italia è così difficile? E’ un problema?”. Oggi, dice il presidente di Confindustria, nel Paese “dobbiamo ricostruire la fiducia dal basso, oppure non abbiamo capito nulla degli otto mesi che abbiamo passato”. E avverte: “Cosa succederà se dovesse esserci una pandemia ancora più forte?”.

“Sento chi amministra la cosa pubblica lamentarsi di problemi come la burocrazia. Sono due o tre generazioni che noi imprenditori sopportiamo tutto questo, e che lo denunciano. e nulla e cambiato in Italia”. Oggi, “noi dobbiamo ricostruire il Paese, Siamo in una economia di guerra e questa è la nostra tenace ambizione. Dobbiamo ricreare fiducia su quattro temi. Il tema Covid: abbiamo paura del nostro vicino, non c’è fiducia tra governo e imprese, e non c’è tra imprese e sindacati”.