Prossima pubblicazione “Il Francesco d’Assisi dall’editore Solfanelli” con il coordinamento scientifico di Pierfranco Bruni e la cura di Franca De Santis

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AgenPress. Si parte con le Celebrazioni di San Francesco d’Assisi con il volume curato da Franca De Santis e il coordinamento scientifico di Pierfranco Bruni che sarà pubblicato dalla casa editrice Solfanelli di Marco Solfanelli nelle prossime settimane. Ma cosa rappresenta questo progetto su Francesco con il relativo ampio tomo?
Il Cantico dell’amore è un attraversamento che pone non solo diverse riflessioni (riflessioni a mosaico) ma lascia numerosi interrogativi. Cosi come un buon libro che resta nel tempo, oltre le celebrazioni o gli anniversari (come in questo caso), deve fare.
Ci sono almeno tre direttrice. L’Oriente e Francesco. La spiritualità del cuore  e la teologia del pensiero. Lo scavo letterario e storico con comparazioni tematiche importanti.
Con Francesco non solo si  entra nella letteratura “volgare” e popolare con dei significati linguistici che caratterizzeranno tutta la letteratura successiva ma si apre una prospettiva interessante con la cultura degli Orienti e con il “sultano superbo”.
Ciò vuol dire che Occidente e Oriente grazie a Francesco creano una comparazione e un dialogo che propone una chiave di lettura tra Islam  Cristianesimo e Ebraismo.
Francesco è l’incarnazione della Croce, ovvero di Cristo. Un Cristo ebraico. Il Cristianesimo di Francesco è un legame tra le tre culture, dal punto di vista storico, ma soprattutto sul piano religioso e anche teologico.
D’altronde in questo volume, dal primo all’ultimo contributo, c’è un filo progettuale che potrei definirlo strategico per proporre quella “città di Dio” che rimanda ad Agostino. L’Oriente dentro l’Occidente e viceversa.
Voci eterogenee, gli studiosi presenti in questo testo,  nella complessità omogenea di Francesco e del tempo di Francesco. Un Medioevo che è Luce con la presenza e la nascita delle città e delle Cattedrali, con la “naturalezza” degli Ordini e delle Regole, con il mondo etico  federiciano.
Alla base insiste una realtà profondamente bizantina che significa, appunto, Oriente con la presenza dei Crocefissi, i quali prima di Francesco non costituivano quella umana allegoria che avranno successivamente compreso il ruolo del Presepe che insiste  in quanto esistono non solo la grotta e i personaggi di quel tempo ma perché i Re Magi sono il dialogante atto comunicativo proprio con l’Oriente.
Insomma è un testo articolato con le sue peculiarità e i suoi riferimenti innovativi nel segno del rispetto e della metafisica cristiana. Tutto da leggere. Tutto da sottolineare. Tutto da pensare anche dopo le stesse celebrazioni su Francesco e l’identità francescana di ieri e di oggi.
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