Conferenza stampa. Groenlandia. Meloni: “Non credo nell’ipotesi che gli Stati Uniti avviino un’azione militare per assumerne il controllo”

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Si è tenuta, presso l’Aula dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati, la conferenza stampa del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, organizzata dal Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti in collaborazione con l’Associazione Stampa Parlamentare


AgenPress. Io continuo a non credere nell’ipotesi che gli Stati Uniti avviino un’azione militare per assumere il controllo della Groenlandia, opzione che chiaramente non condividerei, l’ho già messo nero su bianco ma che credo non converrebbe a nessuno, credo che non converrebbe neanche agli Stati Uniti d’America per intenderci. È quello che è stato ribadito anche nello statement sottoscritto dai principali leader europei. Bisogna anche dire che allo stato, l’ipotesi di un intervento per assumere il controllo della Groenlandia è stata esclusa sia da Marco Rubio che dallo stesso Donald Trump.

Penso che l’amministrazione Trump con i suoi metodi, diciamo un po’ assertivi ecco, molto assertivi, stia soprattutto ponendo l’attenzione sulla importanza strategica della Groenlandia e in generale dell’area artica per i suoi interessi e per la sua sicurezza. Si tratta di una zona, di un’area nella quale, come si sa, agiscono molti attori stranieri e io continuo a credere che il messaggio che gli USA vogliono dare è che non accetteranno ingerenze eccessive di altri attori stranieri in un’area così strategica per la loro sicurezza e per i loro interessi.

Ma questo è un tema che dal mio punto di vista coinvolge anche noi, cioè è un tema che oggettivamente ci deve interessare, particolarmente all’indomani voglio dire, senza aprire… del cambiamento climatico, per quello che quell’area può rappresentare sotto vari punti di vista, è la ragione per la quale anche all’interno della NATO si è stabilito che l’area artica debba essere una priorità, è la ragione per la quale se ne parla anche all’interno dell’Unione europea e io penso che da questo punto di vista, anche perché parliamo chiaramente di Nazioni che sono tutte alleate in ambito NATO, sia la NATO a dover avviare su questo un dibattito serio, se vogliamo ancora più attento, anche per abbassare e allentare la pressione sulla questione.

L’Europa è stata immediata nella risposta quando appunto nei giorni scorsi si è alzata la tensione. Ripeto. Penso che il dibattito non sia solo un dibattito che coinvolge l’Europa, penso che il dibattito sia un dibattito che deve coinvolgere la Nato. Credo che sia chiara a tutti l’implicazione che avrebbe per il futuro dell’Alleanza Atlantica una scelta e un’opzione di questo tipo. È il motivo per cui io non la credo realistica, francamente.

Dopodiché, sicuramente l’Europa deve continuare a lavorare in ambito Nato per una maggiore presenza della Nato nell’area artica: è quello che c’è scritto nello Statement dei principali Leader europei; è quello che c’è scritto anche nei documenti della Nato, anche se forse poi bisogna essere un po’ più concreti; è quello su cui lavora anche il Governo Italiano, perché – e ci lavora non da ora, non nelle ultime ore – quello che posso dirvi è che entro la fine di questo mese il Ministero degli Affari Esteri presenterà una strategia italiana sull’Artico. Cioè, anche noi capiamo quanto sia strategico e importante oggi occuparsi di questa area del mondo e stiamo facendo la nostra parte.

Poi il Ministro Tajani e il Ministero degli affari esteri – che ringrazio – presenteranno i contenuti di questa strategia, ma chiaramente gli obiettivi quali sono? Preservare l’area artica come zona di pace e di cooperazione, contribuire alla sicurezza della regione, aiutare le aziende italiane che volessero investire anche in questa realtà e penso anche il tema della ricerca, di favorire la ricerca in una zona che, chiaramente, è un territorio che per noi è particolarmente strategico, soprattutto per studiare il tema del cambiamento climatico. E anche noi ci stiamo occupando di fare la nostra parte. Q

uindi io mi occuperei più di prevenire e il modo migliore per prevenire problemi che potrebbero portarci molto in là, è garantire che ci sia una presenza seria e significativa dell’Alleanza atlantica, insomma degli Alleati nell’Artico, che coinvolgono anche la Groenlandia, e che si possa quindi insieme rispondere a una preoccupazione – che capisco – da parte degli Stati Uniti, che è quella di non avere un’eccessiva ingerenza di altri attori che potrebbero anche essere ostili.

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