AgenPress. Minacce di stupro, insulti misogini e volgari, minacce di morte: è la tempesta di odio che si è abbattuta attraverso i suoi profili social sulla giornalista Rita Rapisardi, rea di aver fatto il proprio lavoro, ossia di aver raccontato quanto ha visto durante gli scontri
di Torino e in particolare l’aggressione ad un poliziotto da parte di un gruppo di
antagonisti.
Una testimonianza preziosa e diretta anche su quello che il video dell’aggressione non
mostrava. Il risultato è stata un’aggressione inaccettabile, che ha costretto Rita Rapisardi
a blindare i suoi profili, ancora più grave perché come sempre quando si vuole colpire
una giornalista il metodo è colpirla in quanto donna, con il consueto armamentario
sessista. Hate speech, misoginia, violenza verbale: non sono solo parole ma strumenti
di intimidazione per silenziare una professionista.
Le Cpo Cnog, Cpo Fnsi, Cpo Usigrai e GiULiA giornaliste esprimono la loro solidarietà e
il loro sostegno a Rita Rapisarda e condannano l’ennesimo attacco alla libertà di
stampa.
