AgenPress. Svolta nell’inchiesta sull’omicidio avvenuto lo scorso 26 gennaio nel boschetto di Rogoredo, a Milano: la Polizia di Stato ha eseguito il fermo di Carmelo Cinturrino, assistente capo accusato di omicidio volontario per la morte del 28enne marocchino Abderrahim Mansouri.
Il provvedimento è stato disposto nell’ambito delle indagini coordinate dalla Procura, che nelle ultime settimane ha approfondito la dinamica dei fatti avvenuti nell’area nota come “boschetto”, da tempo al centro di operazioni di controllo contro lo spaccio.
Secondo quanto emerso, a carico dell’agente sarebbe stata formulata l’ipotesi di omicidio volontario. Una contestazione grave, che segna un punto di svolta nell’inchiesta e che sarà ora vagliata nelle prossime fasi giudiziarie. La Procura ha evidenziato che la vittima non impugnava alcuna pistola, l’arma è stata posta accanto al corpo nella fase successiva.
Gli investigatori hanno raccolto elementi ritenuti sufficienti per procedere con il fermo, in attesa delle successive determinazioni dell’autorità giudiziaria. Restano ancora da chiarire nel dettaglio le circostanze che hanno portato alla morte del giovane.
Il boschetto di Rogoredo è da anni una delle aree più delicate del capoluogo lombardo sotto il profilo dell’ordine pubblico. Lì si concentrano frequenti interventi delle forze dell’ordine per contrastare traffico e consumo di sostanze stupefacenti.
La vicenda ha suscitato forte attenzione e riacceso il dibattito sull’operato delle forze di polizia in contesti ad alta tensione, oltre che sull’uso legittimo della forza.
Sarà ora il giudice a valutare la posizione dell’assistente capo e gli elementi raccolti dalla Procura. L’inchiesta prosegue per ricostruire con precisione quanto accaduto il 26 gennaio e accertare eventuali responsabilità.
