AgenPress. «Era ovvio che la guerra tra Russia e Ucraina assumesse valore globale. Si progettava da anni di installare basi NATO a 200 km da Mosca, e questo non poteva lasciare indifferente la Russia. La comunità internazionale avrebbe dovuto intervenire subito, aprendo un tavolo di pace serio e portando la Russia a un compromesso prima che tentasse mosse internazionali durissime, come poi è avvenuto. La pace è di due tipi: quella per vittoria, come quelle della Prima o Seconda guerra mondiale, e la pace per compromesso. E in questo caso il compromesso era raggiungibile, se ci fosse stato un ragionamento».
Queste le parole di Massimo Cacciari, filosofo, su Radio Cusano, nel corso del programma “Battitori Liberi”, condotto da Gianluca Fabi e Savino Balzano.
«Si trattava di sistemare all’interno dell’Alleanza atlantica l’Ucraina in modo che non rappresentasse una minaccia per la Russia e, dall’altra parte, risolvere la questione del Donbass. Un compromesso già tentato nel 2015 da Merkel, Hollande, Putin, che sottoscrissero un accordo che poi naufragò», ha proseguito il filosofo. «L’unico modo per porre fine alla guerra è un compromesso, altrimenti continuerà all’infinito. Non diventerà una guerra mondiale perché gli Stati Uniti hanno detto chiaramente che non faranno guerra alla Russia per l’Ucraina. Succederà che gli ucraini continueranno a farsi massacrare e noi ad armarli affinché continuino a essere massacrati».
«Dobbiamo sperare che chi ci governa, e intendo anche i dirigenti dell’economia, della finanza, della scienza, della tecnica, comprendano che siamo in una situazione in cui o si riprende la trattativa per un compromesso, oppure, oggi come oggi, si continuerà questa guerra», ha concluso Cacciari. «Se l’Europa ritiene che la Russia voglia invadere l’Europa, allora crei un esercito europeo e dichiari guerra a Putin. Se ritiene che Putin abbia una politica alla Hitler, e per me un pensiero del genere è delirio, allora che faccia una dichiarazione di guerra a Putin. L’Ucraina non potrà mai sconfiggere la Russia da sola. Bisogna ritornare sulla linea del compromesso e, a questo punto, ci piaccia o no, è anche la linea di Trump».
