AgenPress. In queste ci sono informazioni contrastanti sulla sorte del leader supremo iraniano Ali Khamenei, figura centrale della Repubblica Islamica dell’Iran dal 1989 e guida spirituale e politica del Paese. Non c’è al momento alcuna conferma ufficiale della sua morte, ma le notizie e le fonti sono molteplici e discordanti, dando vita a un vero e proprio “mistero mediatico” sul destino della sua figura nelle ultime ore.
Il 28 febbraio 2026 una vasta operazione militare congiunta degli Stati Uniti e di Israele ha colpito obiettivi militari e civili in diverse località dell’Iran, inclusi siti strategici a Tehran, la capitale iraniana. Secondo immagini satellitari e rapporti internazionali, la residenza e il complesso ufficiale di Khamenei sono stati gravemente danneggiati dai bombardamenti.
L’attacco, descritto da Washington come volto ad eliminare “minacce imminenti” dal governo di Teheran, ha intensificato immediatamente le tensioni in Medio Oriente, portando anche a ritorsioni iraniane contro basi militari statunitensi nella regione e altri obiettivi.
Le notizie sulla possibile morte di Khamenei sono arrivate inizialmente da media israeliani, in particolare dal canale di stato Channel 12 di Israele, che citava fonti di intelligence secondo cui Khamenei potrebbe essere stato «probabilmente ucciso».
Tuttavia, Teheran ha prontamente smentito queste affermazioni: il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato, in un’intervista che Khamenei è “ancora vivo, per quanto ne sappia io” e che la maggior parte dei dirigenti di alto livello è al momento in vita e al loro posto.
Queste dichiarazioni sono state ripetute da diversi organi di stampa internazionali e agenzie di stampa, sottolineando come la situazione sia in evoluzione e senza conferme indipendenti verificabili.
Le informazioni divergenti – da una parte media israeliani che parlano di morte probabile di Khamenei, dall’altra funzionari iraniani che parlano di sopravvivenza – derivano da:
Fonti di intelligence non confermate che circolano sui media;
Comunicati ufficiali da parte di Teheran che smentiscono le notizie di morte;
Un ambiente di guerra con alto rischio di disinformazione o notizie non verificate;
L’instabilità e rapidità degli eventi sul terreno che rendono difficile avere dati certi in tempo reale.
La morte, o anche solo la momentanea incapacità di Khamenei di guidare l’Iran, avrebbe implicazioni enormi per il Paese e per la geopolitica regionale. Secondo alcune analisi di intelligence occidentali gli Stati Uniti e altri Paesi avevano considerato da tempo lo scenario della sua rimozione come possibile catalizzatore di cambiamenti nella leadership, pur riconoscendo rischi significativi per la stabilità dell’Iran e dell’intero Medio Oriente.
Una transizione di potere potrebbe essere difficoltosa, poiché il sistema iraniano prevede un processo di nomina di un nuovo Supremo Leader all’interno dell’elite clericale e militare, potenzialmente con un ruolo centrale per altre figure politiche e religiose.
Ad oggi non esiste alcuna conferma ufficiale della morte di Ali Khamenei. Le fonti ufficiali iraniane lo dichiarano in vita, mentre alcune fonti israeliane ritengono probabile la sua uccisione nei bombardamenti. La verità potrebbe emergere solo nelle prossime ore o giorni, dato il difficile accesso alle informazioni in un contesto di conflitto aperto che coinvolge grandi potenze.
