Roberto Tasca Presidente A2A all’Italian Investment Council by Remind: “La sicurezza energetica e ambientale passa da scelte concrete e investimenti di lungo periodo”

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AgenPress. Si è svolta a Roma la terza edizione dell’Italian Investment Council 2026 by Remind presso Sala Europa – Ufficio del Parlamento europeo in Italia a Palazzo Generali.

L’incontro, promosso da Remind (Associazione delle Buone Pratiche dei Settori Produttivi della Nazione), rappresenta una piattaforma di dialogo in cui Istituzioni nazionali, internazionali e locali, insieme a Imprenditori, Manager, Esperti e Professionisti si riuniscono per analizzare le sfide da affrontare e le opportunità da cogliere, con l’obiettivo di promuovere iniziative di crescita e prospettive di sviluppo economico, sostenibile, sociale e culturale per l’Italia.

Tra le buone pratiche dei settori produttivi vi è stato anche il contributo di Roberto Tasca Presidente A2A: “Ringrazio Paolo Crisafi e Remind per l’invito e per questa occasione di confronto. Il nostro gruppo nasce come multiutility e opera lungo tutta la filiera dell’energia: dalla produzione alla distribuzione fino alla vendita a famiglie e imprese. Serviamo oltre tre milioni di clienti e, accanto all’energia, siamo impegnati anche nel settore dell’economia circolare, dalla raccolta dei rifiuti al riciclo fino allo smaltimento finale.  Negli ultimi anni abbiamo scelto di evolvere il nostro ruolo: non vogliamo essere soltanto una multiutility tradizionale, ma un operatore infrastrutturale al servizio del Paese. Fare infrastrutture significa guardare lontano, perché gli investimenti hanno orizzonti molto lunghi, spesso tra i dieci e i trent’anni.

L’Italia oggi consuma circa 300 terawattora di energia all’anno e la domanda è destinata a crescere. Crescerà perché aumenterà l’elettrificazione dei consumi, perché utilizzeremo sempre più auto elettriche, pompe di calore e sistemi di cottura elettrici, e perché le città concentreranno sempre più popolazione. Per questo abbiamo presentato un piano di investimenti in infrastrutture che prevede circa 19 miliardi di euro entro il 2035: due terzi destinati alla transizione energetica e un terzo allo sviluppo dell’economia circolare. Nel breve periodo dobbiamo essere realistici: il sistema energetico italiano resta ancora basato in larga parte sul gas e sulle rinnovabili esistenti. Per ridurre i costi dell’energia e rafforzare l’indipendenza del Paese è quindi necessario accelerare sugli investimenti nelle fonti rinnovabili, rafforzare le reti e migliorare le interconnessioni tra le diverse aree del Paese.  Accanto alla produzione di energia c’è poi il tema della distribuzione e della sicurezza del sistema.

Garantire che l’energia arrivi in modo continuo a famiglie e imprese è una condizione fondamentale per la stabilità economica. Un altro pilastro riguarda l’economia circolare. L’Italia ha fatto progressi importanti nella raccolta differenziata, ma continuiamo a esportare 1,8 milioni di tonnellate di rifiuti all’estero perché mancano impianti sufficienti sul territorio nazionale. Questo comporta costi più elevati per i cittadini e minore autonomia del sistema.  Per rafforzare sicurezza, sostenibilità e indipendenza del Paese serve quindi completare il ciclo dei rifiuti, investire nelle infrastrutture e superare le resistenze che spesso rallentano la realizzazione degli impianti.  La sicurezza energetica e ambientale passa infatti da scelte concrete e da investimenti di lungo periodo. Noi siamo pronti a fare la nostra parte”.

 

 

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