Fassina: “I governi europei nella posizione degli ignavi. Si rischia la recessione, bisogna congelare i prezzi dei carburanti”

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AgenPress. “La recessione è una situazione probabile, perché c’è un quadro di incertezza che ha conseguenze rilevanti su chi investe. Senza contare l’impennata dei prezzi dell’energia delle ultime ore. Dal Golfo vengono quote rilevanti di fertilizzanti per l’agricoltura e per la produzione di beni alimentari di largo consumo, e anche questo avrà conseguenze sui prezzi. È uno scenario preoccupante. Ed è ancora più preoccupante che i governi europei, tranne lodevoli eccezioni, stiano a guardare, nella posizione degli ignavi. Aspettano di vedere quello che succede e poi decidono che fare”.

Queste le parole di Stefano Fassina, economista, su Radio Cusano, nel corso del programma “Battitori Liberi”, condotto da Gianluca Fabi e Savino Balzano.

“Bisogna cambiare rotta, anzitutto prevedendo interventi di sostegno. Questi rialzi non peggiorano le condizioni di tutti: la maggior parte delle famiglie e delle piccole imprese subirà i costi dell’energia, ma c’è anche chi ha fatto i contratti di lungo periodo e con questi prezzi farà valanghe di profitti. In alcuni Stati stanno ragionando su prezzi amministrati per i prodotti che arrivano con il petrolio”, ha proseguito Fassina. “Non colpire distributori, raffinatori di carburanti, ma proteggere consumatori, imprese e famiglie. Si tratta quindi o di prendere risorse da chi farà enormi profitti o evitare che questi profitti si producano attraverso degli strumenti in una situazione emergenziale di amministrazione dei prezzi, da rimuovere appena la situazione si calma”.

“Non c’è tempo, bisogna intervenire immediatamente. Va valutato un intervento per congelare i prezzi dei carburanti e dei prodotti su cui ha un impatto immediato il prezzo del petrolio o del gas. La situazione è molto complicata e non sappiamo quanto durerà questo scenario”, ha concluso Fassina. “Tutti questi leader, tra cui il nostro governo, drammatizzano giustamente la situazione, ma dovrebbero pure preoccuparsi delle risposte da dare, ponendo la questione a livello europeo e recuperando risorse dove ci sono, evitando di produrre il danno. Se qualcuno ci perderà qualcosa, lo si compensa il prossimo anno con la dichiarazione fiscale. Invece di togliergli il prossimo anno gli extraprofitti lo si compensa per eventuali perdite sostenute a causa del prezzo amministrato”.

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