L’Iran recluta bambini soldato anche di soli 12 anni. Unicef: “grave violazione”

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AgenPress. L’UNICEF ha ricevuto notizie relative a campagne di mobilitazione in Iran che coinvolgono bambini, nonché di bambini impiegati ai posti di blocco. Chiediamo alla Repubblica Islamica dell’Iran di porre fine a qualsiasi forma di reclutamento di bambini. Il reclutamento e l’impiego di bambini da parte di forze o gruppi armati costituiscono una grave violazione dei diritti dei bambini.

Anche Amnesty International ha denunciato che le autorità iraniane stanno calpestando i diritti dei bambini e commettendo una grave violazione del diritto internazionale umanitario equivalente a un crimine di guerra, attraverso il reclutamento e la mobilitazione di bambini, anche di soli 12 anni, in una campagna militare diretta dai Guardiani della rivoluzione.

Il 26 marzo Rahim Nadali, vicecomandante dei Guardiani della rivoluzione dell’area metropolitana della capitale Teheran, ha annunciato una campagna di reclutamento chiamata “Combattenti per la difesa della madrepatria dell’Iran”, precisando che era “aperta a volontari” a partire dai 12 anni di età e incoraggiando a registrarsi presso le basi dei paramilitari basij nelle moschee della capitale.

Testimonianze oculari e filmati verificati hanno fornito prove sul dispiegamento di bambini soldato ai posti di blocco dei Guardiani della rivoluzione e tra le loro pattuglie, armati anche con fucili d’assalto AK47.

“Le autorità iraniane stanno vergognosamente incoraggiando bambini, anche di soli 12 anni, ad aderire alla campagna militare dei Guardiani della rivoluzione, mettendoli così in grave pericolo e violando il diritto internazionale che vieta il reclutamento e l’impiego di minori nelle forze armate. Reclutare bambini sotto i 15 anni è un crimine di guerra”, ha dichiarato Erika Guevara-Rosas, alta direttrice delle campagne e delle ricerche di Amnesty International.

“Poiché gli attacchi statunitensi e israeliani colpiscono in tutto l’Iran i siti dei Guardiani della rivoluzione, comprese le sedi dei basij, anche mediante droni che prendono di mira le pattuglie e i posti di blocco, l’impiego dei bambini soldato tra i Guardiani della rivoluzione o all’interno delle loro strutture rischia di causare la loro morte o il loro ferimento. Le autorità iraniane devono porre immediatamente fine al loro assalto criminale ai diritti dei bambini e vietare il reclutamento di persone al di sotto dei 18 anni nelle forze armate”.

Secondo dichiarazioni ufficiali, il personale reclutato nell’ambito della sopra citata campagna è assegnato a varie attività “operative e di sicurezza” dei Guardiani della rivoluzione: pattugliamenti, presenza ai posti di blocco, supporto logistico, distribuzione di equipaggiamenti e forniture nonché assistenza alimentare, medica e di soccorso.

Amnesty International ha analizzato 16 fotografie e video apparsi online dal 21 marzo che mostrano bambini che portano armi, tra le quali fucili d’assalto AK47, sono presenti ai posti di blocco dei Guardiani della rivoluzione o di altre forze di sicurezza, prendono parte ai pattugliamenti e partecipano a raduni militarizzati nelle città di Teheran, Mashad e Kermanshah.

Rahim Nadali, vicecomandante dei Guardiani della rivoluzione dell’area metropolitana della capitale Teheran, ha descritto il “grande entusiasmo” con cui i bambini prendono parte ai “pattugliamenti operativi e d’intelligence”:

“Vengono costantemente da noi dicendo che vogliono partecipare. Data l’età di chi fa richiesta, ne abbiamo stabilita una minima di 12 anni. Attualmente ci sono dodicenni e tredicenni che vogliono avere quel ruolo”.

 

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