La Città di San Severino Marche ha accolto il Rabbino Capo di Roma Riccardo Di Segni

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INCONTRO TRA MEMORIA E PACE NEL SEGNO DELLA LIBERTÀ


AgenPress. In un’atmosfera di grande commozione e altissimo valore civile, la Città di San Severino Marche ha accolto la visita istituzionale del Rabbino Capo della Comunità Ebraica di Roma, Riccardo Di Segni. L’evento si colloca in un momento di straordinaria intensità per la comunità settempedana, a pochissimi giorni dalla storica visita del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, atteso per le celebrazioni del 25 Aprile in questa terra già insignita della Medaglia d’Oro al Merito Civile.

Ad accogliere il rabbino al suo arrivo a Palazzo Comunale sono stati il sindaco, Rosa Piermattei, e il Presidente del Consiglio Comunale, Sandro Granata. Dopo una visita alle sale del Piano Nobile, l’incontro è proseguito nella Sala del Consiglio alla presenza degli assessori Sara Clorinda Bianchi, Michela Pezzanesi e Vanna Bianconi. Presente anche il dottor Marcello Bedeschi, figura storica dell’Anci e caro amico del compianto cardinale Edoardo Menichelli che con i Di Segni aveva un rapporto molto speciale.

La visita del rabbino rappresenta il compimento di un percorso della memoria che unisce la storia d’Italia alle radici di San Severino Marche.

frida

Nel ricordo delle pagine più significative della storia di San Severino Marche durante il periodo dell’occupazione è stato sottolineato anche l’impegno e l’esempio della famiglia del dottor Mosè Di Segni, padre dell’attuale Rabbino Capo di Roma, che trovò rifugio e protezione nella frazione di Serripola. Come ha detto il sindaco Piermattei, il dottor Mosè non scelse il silenzio, ma mise la sua professionalità di medico al servizio della libertà, operando tra le fila della formazione partigiana “Gruppo Mario” e curando instancabilmente la popolazione locale.

“Questa sua visita è un segno di pace – ha sottolineato il sindaco nel suo discorso – La sua presenza non è solo un atto istituzionale ma il compimento di un percorso che unisce la nostra comunità alla sua famiglia. Accogliendo lei, accogliamo idealmente di nuovo Mosè Di Segni, ribadendo che la memoria non è un esercizio del passato, ma una strada per il futuro. Bentornato in quella che è, e sempre sarà, orgogliosamente casa sua e della sua famiglia”.

Particolarmente toccante è stata la testimonianza di Riccardo Di Segni, che ha ricordato il coraggio del padre, medico pediatra, alieno da velleità militariste ma pronto al sacrificio, e la “rete di silenziosa solidarietà” della popolazione locale. Il rabbino ha svelato un aneddoto legato al giovane Edoardo Menichelli, futuro cardinale, che da bambino giocava con i fratelli Di Segni senza fare domande, rispettando il patto di protezione collettiva che la città aveva stretto attorno alla famiglia perseguitata.

“Noi abbiamo mantenuto un ricordo estremamente forte di questa ospitalità – ha sottolineato il rabbino – La popolazione locale è stata estremamente disponibile. Quella protezione silenziosa è il ricordo più bello. Prima della teologia, sono proprio l’amicizia e il rispetto a fondare questi rapporti tra le fedi”.

A suggello dell’incontro, il rabbino Di Segni ha fatto dono alla Città di un ulivo, simbolo mediterraneo di luce, vita e partecipazione.

L’albero sarà presto messo a dimora insieme alla targa commemorativa recante la seguente iscrizione:

“Frida, Elio e Riccardo, figli di Mosè e Pina Di Segni

In memoria del cardinale Edoardo Menichelli

22 aprile 2026 – 5 Yiar 5786”

Un gesto simbolico di dialogo interreligioso e di storia condivisa.

Prima di concludere la visita nell’ufficio del primo cittadino, il rabbino ha anche lasciato una dedica sul libro d’onore del Comune: “Con grande emozione torno nella città di cui sono cittadino onorario, con grande apprezzamento per le doti di amicizia e ospitalità. Un affettuoso saluto”.

La visita riafferma la Città San Severino Marche come luogo di accoglienza e baluardo dei valori di libertà e di pace, preparando il cuore della città al prossimo incontro con il Presidente della Repubblica Mattarella.

 

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