AgenPress. Nuove rivelazioni emergono dal processo sulla morte di Diego Maradona. Secondo quanto riferito in aula da Carlos Diaz, psicologo specializzato in dipendenze e membro dell’équipe medica che aveva in cura l’ex campione argentino, il Pibe de Oro soffriva di “disturbo bipolare e disturbo narcisistico di personalità”.
La testimonianza è arrivata davanti al tribunale di San Isidro, nella provincia di Buenos Aires, dove da due settimane è in corso il processo che vede imputati sette professionisti sanitari accusati di possibile negligenza nella gestione delle cure dell’ex fuoriclasse del Napoli e della nazionale argentina.
Tra gli imputati figurano medici, psichiatri, psicologi e infermieri che seguivano Maradona negli ultimi mesi della sua vita. L’accusa sostiene che le cure ricevute dall’ex campione siano state inadeguate e che vi siano state gravi omissioni nell’assistenza domiciliare predisposta dopo l’intervento chirurgico alla testa subito nel 2020.
Carlos Diaz, chiamato a testimoniare per la prima volta, ha descritto un quadro clinico estremamente complesso. Secondo lo psicologo, Maradona presentava una personalità difficile da gestire, caratterizzata da forti sbalzi d’umore, comportamenti impulsivi e una costante necessità di attenzione e riconoscimento pubblico. Diaz ha inoltre sottolineato come le dipendenze e il contesto emotivo del campione abbiano reso particolarmente complicato il percorso terapeutico.
La morte di Maradona, avvenuta il 25 novembre 2020 all’età di 60 anni, aveva sconvolto il mondo dello sport e milioni di tifosi in tutto il mondo. L’ex numero 10 argentino morì per arresto cardiaco nella sua abitazione privata, mentre si trovava in convalescenza.
Il processo, seguito con enorme attenzione in Argentina, punta ora a chiarire se l’équipe medica abbia realmente garantito cure adeguate oppure se vi siano state responsabilità professionali che abbiano contribuito alla morte della leggenda del calcio mondiale.
