Delitto Garlasco, gli investigatori: “Andrea Sempio tentennò sull’alibi all’inizio delle nuove indagini”

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AgenPress. A quasi diciotto anni dall’omicidio di Chiara Poggi, il caso di Garlasco torna al centro dell’attenzione investigativa e mediatica. Al centro delle nuove verifiche della Procura di Pavia c’è ancora una volta Andrea Sempio.

Secondo quanto emerso nelle ultime ore, gli investigatori avrebbero messo agli atti anche alcune dichiarazioni rese da Sempio nelle settimane successive alla riapertura del fascicolo. In particolare, gli inquirenti avrebbero evidenziato un momento di esitazione dell’uomo durante una delle sue prime interviste pubbliche, rilasciata circa venti giorni dopo aver appreso di essere nuovamente indagato e sei giorni dopo la diffusione della notizia sui media.

Nel colloquio con una cronista, a Sempio sarebbe stato chiesto quale fosse il suo alibi per la mattina del 13 agosto 2007, giorno in cui la ventiseienne Chiara Poggi venne uccisa nella villetta di famiglia a Garlasco. Secondo la ricostruzione investigativa, l’uomo avrebbe inizialmente tentennato prima di rispondere, mostrando incertezza nel ricostruire con immediatezza i propri spostamenti di quella mattina.

Un elemento che, da solo, non rappresenta una prova, ma che gli investigatori avrebbero ritenuto significativo nel quadro delle nuove attività istruttorie coordinate dalla Procura pavese. Gli accertamenti in corso mirano infatti a riesaminare dettagli, testimonianze e reperti già acquisiti negli anni passati, anche alla luce delle moderne tecniche investigative e genetiche.

Il nome di Andrea Sempio era già comparso nelle indagini nel 2016, quando vennero effettuati approfondimenti su alcune tracce biologiche. L’inchiesta, però, era stata successivamente archiviata. Ora gli investigatori hanno deciso di riaprire il dossier, concentrandosi nuovamente sui rapporti personali e sulle frequentazioni della vittima nei giorni precedenti al delitto.

Per l’omicidio di Chiara Poggi è stato condannato in via definitiva nel 2015 Alberto Stasi, ex fidanzato della giovane, a 16 anni di reclusione. La riapertura delle indagini su Sempio non modifica al momento il quadro giudiziario definitivo relativo alla condanna di Stasi, ma apre un nuovo fronte investigativo destinato a riaccendere il dibattito su uno dei casi di cronaca nera più discussi della storia italiana recente.

Gli inquirenti mantengono il massimo riserbo sugli sviluppi dell’indagine. Nelle prossime settimane potrebbero essere disposti ulteriori approfondimenti tecnici e nuove audizioni per verificare la solidità degli elementi raccolti.

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