AgenPress. L’Iran ribadisce di non essere impegnato in alcun negoziato diretto con gli Stati Uniti sul futuro dello Stretto di Hormuz e conferma che le trattative sono in corso esclusivamente con l’Oman. Da Teheran arriva un messaggio chiaro: un’intesa con Muscat è vicina e potrebbe essere annunciata con una dichiarazione congiunta, a patto che “parti terze non si intromettano”.
Secondo il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, i colloqui con il Sultanato dell’Oman hanno registrato progressi significativi nella definizione delle coordinate della nuova rotta di navigazione nello strategico Stretto di Hormuz, passaggio attraverso il quale transita una quota rilevante del commercio mondiale di petrolio. L’accordo, tuttavia, è ancora in fase di revisione e alcuni dettagli tecnici restano da definire.
Il riferimento alle “parti terze” è stato interpretato come un’accusa rivolta agli Stati Uniti. Teheran sostiene infatti che le dichiarazioni dell’amministrazione americana rischino di compromettere il delicato lavoro diplomatico portato avanti con la mediazione dell’Oman, tradizionale interlocutore tra Iran e Occidente.
Sul fronte americano, il presidente Donald Trump è tornato ad alzare i toni, avvertendo che gli Stati Uniti sono pronti a infliggere “colpi durissimi” all’Iran nel caso in cui i negoziati fallissero o Teheran ostacolasse la riapertura della navigazione nello Stretto. La Casa Bianca continua inoltre a negare che un eventuale accordo possa attribuire all’Iran un controllo esclusivo del passaggio marittimo, considerato strategico per la sicurezza energetica globale.
Le indiscrezioni circolate nelle ultime ore indicano che il progetto di accordo prevederebbe una gestione coordinata delle rotte tra Iran e Oman, con corsie separate per il traffico in entrata e in uscita, senza l’imposizione di pedaggi obbligatori. L’intesa avrebbe carattere temporaneo e rappresenterebbe un primo passo verso una più ampia de-escalation delle tensioni nella regione e un possibile rilancio del dialogo diplomatico.
Lo Stretto di Hormuz resta uno dei principali punti nevralgici del commercio energetico mondiale: qualsiasi accordo sulla sua gestione avrebbe effetti diretti sulla stabilità del Golfo Persico, sui mercati petroliferi e sulle prospettive di una tregua tra Washington e Teheran. Per questo motivo, le prossime ore saranno decisive per capire se la dichiarazione congiunta tra Iran e Oman vedrà davvero la luce oppure se le tensioni politiche internazionali finiranno per rallentare ancora il processo negoziale.
