AgenPress. È salito ad almeno 132 morti e oltre 570 feriti il bilancio, ancora provvisorio, del violento terremoto di magnitudo 7,4 che ha colpito la Colombia. Le operazioni di soccorso proseguono senza sosta, mentre i vigili del fuoco e le squadre di emergenza continuano a scavare tra le macerie alla ricerca di eventuali sopravvissuti e dispersi.
La scossa, registrata alle 7:34 ora locale del 10 agosto, ha interessato diverse aree del Paese e provocato gravi danni a edifici, infrastrutture e servizi. Secondo il bilancio diffuso da Asocapitales, l’associazione delle città capoluogo colombiane, 87 delle vittime sono state registrate nei capoluoghi dipartimentali. Il dato potrebbe però aumentare nelle prossime ore, poiché non comprende ancora tutte le vittime delle località minori e delle aree rurali colpite.
Tra le città maggiormente devastate c’è Pereira, capoluogo del dipartimento di Risaralda, dove sono state registrate 60 vittime. Seguono Cali, con 15 morti, Quibdó, con otto, e Manizales, con quattro.
Complessivamente sono almeno 86 gli edifici crollati, mentre diversi aeroporti hanno dovuto sospendere le proprie attività a causa dei danni provocati dal sisma. Le conseguenze hanno interessato anche ospedali, reti di trasporto e altri servizi essenziali.
Le autorità mantengono l’allerta rossa in cinque città: Pereira, Cali, Quibdó, Manizales e Armenia. Si tratta delle aree nelle quali l’entità dei danni e la necessità di interventi di soccorso hanno raggiunto i livelli più elevati.
Particolarmente critica la situazione a Cali, una delle città più colpite. Il sindaco ha disposto il coprifuoco e l’impiego dell’esercito per garantire la sicurezza e permettere alle squadre di soccorso di concentrarsi sulle operazioni di ricerca. Secondo gli ultimi aggiornamenti, nella città risultano ancora persone disperse sotto le macerie.
A Cali i soccorritori sono impegnati soprattutto nella ricerca delle persone rimaste intrappolate negli edifici crollati. Tra le situazioni più drammatiche c’è quella di una struttura ospedaliera dove, secondo le informazioni disponibili, sarebbero rimasti intrappolati anche alcuni bambini.
Non mancano, tuttavia, le storie di salvataggi miracolosi. I soccorritori hanno estratto vivi dalle macerie una madre e il suo neonato, rimasti intrappolati in un edificio di cinque piani crollato nel quartiere Ciudad Capri. Entrambi sono stati trasferiti in una struttura sanitaria e risultano fuori pericolo.
Le autorità invitano alla prudenza perché il bilancio delle vittime resta provvisorio. Il numero dei morti potrebbe aumentare con il proseguimento delle verifiche nelle zone maggiormente danneggiate e con l’accesso dei soccorritori agli edifici crollati.
La priorità resta quindi quella di localizzare i dispersi, estrarre eventuali superstiti e garantire assistenza ai feriti. La Colombia affronta così una delle più gravi emergenze sismiche degli ultimi anni, mentre l’intero Paese segue con apprensione l’evoluzione delle operazioni di soccorso.
