AgenPress. Svolta nelle indagini sulla morte delle due donne decedute a dicembre scorso per avvelenamento da ricina. Gianni Di Vita, commercialista e marito e padre delle due vittime, è stato portato in Questura dagli agenti della Squadra Mobile.
Il trasferimento è avvenuto al termine della seconda perquisizione eseguita questa mattina nell’ambito dell’inchiesta. Gli investigatori hanno effettuato nuovi accertamenti anche nell’altro studio di proprietà di Di Vita, in via D’Amato, a Campobasso.
Al termine delle operazioni di perquisizione, il commercialista è salito a bordo dell’auto della Squadra Mobile ed è stato accompagnato in Questura, dove sono in corso gli accertamenti da parte degli investigatori.
La vicenda riguarda la morte, avvenuta lo scorso dicembre, delle due donne, decedute a distanza ravvicinata dopo un avvelenamento da ricina. Le indagini puntano a ricostruire l’esatta dinamica dei fatti e a chiarire la provenienza e le modalità con cui la sostanza tossica sarebbe entrata in contatto con le vittime.
Le perquisizioni eseguite oggi rappresentano un ulteriore passaggio investigativo. Gli inquirenti stanno acquisendo elementi utili a ricostruire il quadro della vicenda, mentre gli accertamenti proseguono sotto il coordinamento dell’autorità giudiziaria.
Il trasferimento in Questura di Di Vita, al momento, costituisce un atto nell’ambito delle indagini e non equivale di per sé a un’accusa definitiva o a una responsabilità accertata.
