Delitto di Garlasco. Sui pedali della bicicletta di Alberto Stasi non sarebbe stato trovato il DNA di Chiara Poggi

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AgenPress. Le nuove verifiche sui dati genetici del 2007 riaprono uno dei punti più controversi dell’inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi. Sui pedali della bicicletta di Alberto Stasi non sarebbe stato trovato il DNA della vittima. E nei documenti delle analisi eseguite all’epoca emergerebbero anche due controanalisi con esito negativo.

Garlasco, estate 2007. L’omicidio di Chiara Poggi sconvolge il piccolo centro del Pavese e dà il via a una delle indagini giudiziarie più lunghe e discusse della storia recente italiana.

Al centro dell’inchiesta finisce Alberto Stasi, all’epoca fidanzato della vittima. Una parte importante dell’impianto investigativo riguarda anche la sua bicicletta e, in particolare, i pedali. È proprio su quelle tracce che, negli anni, si è concentrata una delle questioni più delicate del caso.

Secondo quanto emerge dalle più recenti verifiche investigative, sui pedali della bicicletta attribuita a Stasi non sarebbe stato individuato il DNA di Chiara Poggi. Il dato assume particolare rilievo perché quelle tracce erano state considerate dall’accusa tra gli elementi utili a ricostruire gli spostamenti e il possibile coinvolgimento dell’imputato.

La Procura di Pavia, nell’ambito degli accertamenti riguardanti Andrea Sempio, ha acquisito il 6 novembre 2025 i cosiddetti Raw Data: i dati grezzi e originali relativi alle analisi genetiche effettuate nel settembre 2007.

Si tratta di un materiale tecnico che consente di risalire ai risultati prodotti dagli strumenti di laboratorio e di verificare, a distanza di anni, le procedure e le interpretazioni adottate all’epoca.

Ed è proprio dalla rilettura di quei dati che sarebbe emerso un elemento destinato a riaccendere il dibattito: le analisi effettuate sui pedali non avrebbero restituito il profilo genetico di Chiara Poggi.

La questione non è soltanto tecnica. Nel caso Garlasco, infatti, il valore attribuito alle tracce biologiche ha avuto un peso considerevole nella ricostruzione investigativa e giudiziaria.

Ma c’è un altro passaggio che merita attenzione.

Secondo la ricostruzione riportata negli atti e nelle verifiche successive, il giorno dopo le analisi ufficiali effettuate nei laboratori del Ris, all’epoca guidato dal generale Luciano Garofano, sarebbero state eseguite due ulteriori controanalisi, entrambe con risultato negativo.

In altre parole, le verifiche successive non avrebbero confermato la presenza del materiale genetico che avrebbe dovuto collegare la bicicletta alla vittima.

È un dettaglio che, se confermato nella sua portata probatoria, cambia la prospettiva con cui rileggere una parte della fase iniziale dell’inchiesta. Non significa, da solo, stabilire come siano avvenuti i fatti né dimostrare l’innocenza o la colpevolezza di qualcuno. Significa però che la lettura delle tracce genetiche sui pedali deve essere confrontata con l’intero patrimonio documentale e con i dati originali di laboratorio.

Nel linguaggio giudiziario, l’assenza di una traccia può essere significativa quanto la sua presenza, ma soltanto se inserita nel corretto contesto probatorio.

Nel caso della bicicletta, la domanda è quindi precisa: se il DNA di Chiara Poggi non era sui pedali, su quali elementi era stata fondata l’interpretazione secondo cui quella traccia avrebbe potuto collegare la bicicletta di Stasi alla vittima?

La risposta richiede di tornare alle analisi originali, ai metodi utilizzati nel 2007 e alle successive interpretazioni degli esperti.

È proprio questo il motivo per cui i Raw Data possono avere un’importanza particolare: consentono di separare il dato scientifico originario dalla sua successiva interpretazione.

A distanza di quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, Garlasco continua dunque a essere un caso nel quale ogni nuova verifica tecnica può riaprire questioni già considerate chiuse.

Il punto centrale, oggi, non è soltanto stabilire che cosa sia stato trovato, ma ricostruire con precisione che cosa mostrassero realmente le analisi del 2007, quali risultati fossero stati ottenuti e come quei risultati siano stati successivamente interpretati.

La vicenda giudiziaria di Alberto Stasi ha attraversato indagini, processi e decisioni definitive. La rilettura dei dati genetici originari, tuttavia, introduce un nuovo livello di analisi: quello della verifica diretta dei dati scientifici alla base delle prime conclusioni investigative.

E se le controanalisi risultassero effettivamente negative e sui pedali non fosse mai comparso il DNA di Chiara Poggi, la questione della bicicletta assumerebbe un peso diverso rispetto a quello che le era stato attribuito nelle prime fasi dell’inchiesta.

Non sarebbe, da sola, la soluzione del mistero di Garlasco. Sarebbe però un tassello importante per capire come si costruì, fin dall’inizio, la pista investigativa che portò Alberto Stasi al centro dell’indagine.

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