Perché il Canto degli Italiani è chiamato a diventare un simbolo costituzionale. Intervista a Pietro Finelli, direttore scientifico della Domus Mazziniana di Pisa

- Advertisement -
- Advertisement -

Ci sono simboli che accompagnano la vita di una Nazione per generazioni, tanto da apparire quasi scontati, finché una scelta delle istituzioni non invita a riscoprirne il significato più profondo. È quanto sta accadendo al Canto degli Italiani di Goffredo Mameli e Michele Novaro


AgenPress. Il tema è tornato recentemente sulle pagine de Il Tirreno, con un intervento di Pietro Finelli, direttore scientifico della Domus Mazziniana di Pisa. Da quella riflessione ripartiamo per tornare a parlare del significato storico e civile dell’Inno e dell’importanza del suo riconoscimento costituzionale.
Oggi, infatti, quel percorso conosce un nuovo passaggio. Il disegno di legge costituzionale n. 1901 propone di inserire il Canto degli Italiani nell’articolo 12 della Costituzione, accanto al Tricolore. Il provvedimento è all’esame della 1ª Commissione Affari costituzionali del Senato, dopo il parere favorevole della 7ª Commissione Cultura e le audizioni svolte il 7 luglio.
Che cosa significa, dunque, riconoscere nella Costituzione il Canto degli Italiani? E quale significato assume oggi, per la Repubblica, un simbolo nato nel Risorgimento?

Lo abbiamo chiesto a Pietro Finelli

D. Professor Finelli, perché l’inserimento del Canto degli Italiani nell’articolo 12 della Costituzione sarebbe un passaggio così importante?
Non si tratta di un puro atto d’ufficio né dell’ennesima formalità istituzionale. Come ha ricordato di recente il presidente emerito della Camera Luciano Violante, «Bandiera e Inno sono due strumenti di identità», ed è pienamente coerente che condividano la medesima dignità costituzionale.
Per noi è il naturale approdo di un cammino di consapevolezza civile. Come Domus Mazziniana portiamo avanti da tempo questo percorso attraverso una costante collaborazione con la Fondazione Insigniti dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, nata proprio dalla coscienza di una comune radice nei valori repubblicani e dalla missione di educare l’intera cittadinanza a quei valori.

D. In che modo si è tradotta concretamente questa collaborazione sul territorio?
In un intenso lavoro di divulgazione: spettacoli, convegni e momenti di dialogo rivolti soprattutto alle giovani generazioni, per restituire al Canto degli Italiani il suo vero spessore storico e culturale.
Tra le varie iniziative, mi piace ricordare per il suo alto valore artistico e civile la composizione La Terza Italia – Inno a Mazzini, realizzata dal maestro Manfred Giampietro, direttore dell’Orchestra dell’Università di Pisa e vincitore del Gold Prize alla prestigiosa Debussy International Music Competition.
Una straordinaria rilettura in chiave contemporanea dei versi dedicati da Giosuè Carducci a Mazzini, animata da un autentico spirito mameliano.
Eppure, non mancano le obiezioni. Alcuni si chiedono come possa un’Italia repubblicana, nata dall’antifascismo e con una Costituzione che ripudia la guerra, riconoscersi in un testo ottocentesco dall’impronta bellicosa…
Guardare all’Inno oggi richiede proprio il superamento di facili pregiudizi e letture superficiali. La risposta sta nella natura stessa di quei versi.
Quando il giovanissimo Goffredo Mameli scrive «Siam pronti alla morte», non sta intonando un inno al militarismo, ma esprime l’amara e nitida consapevolezza di una generazione di ventenni che affrontava l’oppressore con la sola forza delle idee e con scarse possibilità di salvezza.
È lo stesso senso del dovere, limpido e privo di ogni trionfalismo, che ritroveremo quasi un secolo dopo nelle lettere dei condannati a morte della Resistenza.

D. Qual è, dunque, l’identità politica e culturale che emerge dalle strofe di Mameli?
È un’Italia profondamente mazziniana. Nei versi del Canto risuona il progetto della Giovine Italia: fare della Penisola una Nazione non solo “una e indipendente”, ma anche — se non soprattutto — “libera e repubblicana”.
Non si evoca una forza conquistatrice, ma una comunità orizzontale di cittadini che trova riscatto nella libertà e nella solidarietà tra i popoli.
L’«elmo di Scipio» non è il simbolo dell’impero autoritario dei Cesari, ma della Roma repubblicana chiamata a difendere la propria libertà dall’invasione.
E l’intera sequenza storica citata — da Legnano ai Vespri — è una rievocazione di sussulti popolari contro la “tirannide straniera o domestica”, per usare il linguaggio del Risorgimento.
Il richiamo al «sangue polacco» svela un’anima internazionalista, capace di intrecciare il riscatto italiano a quello di tutte le nazioni oppresse.

D. Lo spartito originale del Canto degli Italiani può aiutare a comprendere anche la fedeltà al testo tramandato dagli autori?
Certamente. Lo spartito originale per coro misto e pianoforte rappresenta una testimonianza fondamentale dell’opera nella sua unità tra testo e musica.
Il Canto degli Italiani nasce dall’incontro tra i versi di Goffredo Mameli e la musica di Michele Novaro, e lo spartito ne documenta la forma autentica così come concepita dagli autori.
Esso conferma anche la presenza del «sì» conclusivo del ritornello, che appartiene al testo originale e non costituisce un’aggiunta successiva.
La fedeltà all’opera di Mameli e Novaro significa rispettarne la storia e il significato.

D. Che valore assume, in definitiva, questo riconoscimento per la memoria collettiva del Paese?
Piero Calamandrei, nel suo celebre Discorso ai giovani, ricordava come la Costituzione fosse nata dal dialogo ideale tra i grandi nomi del Risorgimento e le voci dei partigiani.
Inserire il Canto degli Italiani nella Carta significa compiere quel percorso di continuità storica e civile. Significa riconoscere che il Risorgimento non è un evento distante o privo di significato per il presente, ma la radice prima del nostro patrimonio civile.
E significa riconoscere che la libertà, oggi come allora, ha bisogno di parole — ma anche di musiche e suoni condivisi — per continuare a vivere.

- Advertisement -

Potrebbe Interessarti

- Advertisement -

Ultime Notizie

- Advertisement -