Fondazione Insigniti OMRI . L’8 settembre 1943 è una delle date più drammatiche della storia italiana. L’annuncio dell’armistizio segnò il crollo di un equilibrio politico e militare già profondamente compromesso e aprì una stagione di guerra, occupazione, divisioni e sofferenze che avrebbe segnato il destino del Paese
AgenPress. Proprio da quella drammatica frattura ebbe inizio un lungo e difficile cammino di rinascita. La Resistenza, la Liberazione, il ritorno alla democrazia e, nel 1946, la scelta repubblicana rappresentarono le tappe di un percorso che avrebbe trovato nella Costituzione il fondamento della nuova Italia.
Nel corso del 2026 la Fondazione Insigniti OMRI ha scelto di accompagnare questo percorso della memoria con iniziative rivolte soprattutto alle giovani generazioni: dagli spettacoli-conferenza “Di sana e robusta Costituzione”, che hanno portato nelle scuole una riflessione viva sui valori della Carta, all’impegno per restituire piena dignità istituzionale ai simboli della Repubblica. In questo solco si inserisce anche il sostegno al percorso per il riconoscimento costituzionale del Canto degli Italiani, attraverso l’Atto Senato n. 1901, e il progetto “80 – L’Alba della Repubblica”, pensato per fare dell’ottantesimo anniversario della Repubblica un’occasione di conoscenza e partecipazione per migliaia di giovani.
L’8 settembre richiama anche la vicenda di oltre 650.000 militari italiani che, dopo l’armistizio, furono catturati dai tedeschi e deportati nei campi del Reich. Di fronte alla scelta tra la collaborazione con la Germania nazista e la Repubblica Sociale Italiana o l’internamento, centinaia di migliaia di uomini rifiutarono di combattere al fianco dell’ex alleato e subirono fame, privazioni, violenze e lavoro coatto. Circa 50.000 non fecero ritorno.
Ricordare l’8 settembre significa dunque guardare alla nostra storia nella sua complessità: non rimuovere le responsabilità e le sofferenze, ma riconoscere il lungo percorso che ha portato l’Italia a diventare una Repubblica democratica fondata sui principi di libertà, dignità e solidarietà.
La memoria non serve soltanto a ricordare ciò che è stato. Serve a comprendere il valore della Repubblica che abbiamo ricevuto e la responsabilità che abbiamo verso le future generazioni.
