AgenPress. Marcello Pera ritira formalmente il suo emendamento sul ballottaggio. L’annuncio è arrivato direttamente in Aula al Senato, durante l’esame della riforma della legge elettorale. Il senatore di Fratelli d’Italia ed ex presidente di Palazzo Madama ha scelto di fare un passo indietro dopo aver constatato l’assenza di una disponibilità politica sufficiente a discutere la sua proposta.
«C’erano tutte le condizioni per discutere, per fermarci un momento e dibattere sul ballottaggio, ma non è stato fatto», ha detto Pera intervenendo in Aula. Da qui la decisione di ritirare la proposta: «Mi trovo nella condizione di uno che ha presentato un emendamento e si trova di fronte 200 senatori che gli dicono di no. Siccome non mi piace fare il Pierino, io ritiro formalmente e ufficialmente l’emendamento».
La scelta chiude, almeno in questa fase dell’esame parlamentare, la partita sul secondo turno. L’emendamento di Pera prevedeva l’introduzione del ballottaggio nel caso in cui nessuna coalizione avesse raggiunto il 48 per cento dei voti, con almeno due coalizioni sopra il 38 per cento. La proposta era rimasta l’unica formalmente in campo sul tema, ma non aveva trovato il sostegno necessario all’interno della maggioranza.
Pera, tuttavia, non ha rinnegato il merito della propria proposta. Nel suo intervento ha rivendicato la necessità di un confronto sul sistema del doppio turno, sostenendo che una legge elettorale dovrebbe essere costruita guardando alle regole del sistema e non alla convenienza contingente delle forze politiche. «Una regola che oggi sembra conveniente domani può produrre effetti completamente diversi», ha osservato.
Il nodo politico era emerso già nei giorni scorsi. La Lega aveva manifestato la propria contrarietà al ballottaggio, mentre anche Forza Italia e la stessa Fratelli d’Italia non avevano assunto una posizione favorevole e univoca. Nel frattempo, il tema era diventato particolarmente delicato alla luce della crescita nei sondaggi del partito di Roberto Vannacci, elemento che aveva alimentato il dibattito sull’opportunità del secondo turno.
Il ritiro di Pera arriva dunque dopo giorni di discussione e conferma l’orientamento del centrodestra a procedere sulla riforma elettorale senza ballottaggio. Una decisione che l’ex presidente del Senato ha accompagnato, però, con una precisa rivendicazione politica: il problema, a suo giudizio, non era soltanto approvare o respingere il secondo turno, ma discuterne davvero prima di decidere.
