AgenPress. “Il Suo autorevole ascolto e interessamento sarebbe il segno tangibile della forte coesione nazionale stretta intorno a una grande questione industriale e sociale. Mi rimetto interamente e fiduciosamente alle valutazioni generali in merito, ma desidero rimarcare il valore simbolico e morale che comunque assumerebbe un cenno di attenzione da parte del Capo dello Stato verso lavoratori e famiglie, nelle modalità ritenute più opportune ed efficaci”.
E’ l’auspicio espresso dalla deputata Debora Serracchiani in una lettera inviata al presidente della Repubblica Sergio Mattarella in vista della sua presenza a Pordenone domenica 20 settembre, occasione in cui i segretari provinciali di Fim, Fiom e Uilm e le Rsu di Porcia hanno auspicato di poter parlare brevemente con il Capo dello Stato.
Serracchiani scrive al presidente Mattarella che “non si tratta di una vertenza confinata a singoli territori o a dinamiche aziendali ordinarie, bensì di un vero e proprio snodo in cui è messa alla prova la tenuta dell’intero manifatturiero italiano”, evidenzia la “straordinaria risposta collettiva a cui assistiamo proprio in queste ore” e segnala che “le mobilitazioni dei lavoratori vedono una partecipazione unita e solidale che comprende istituzioni, comunità, forze sociali e politiche, a riprova che la lotta per ogni singolo stabilimento viene vissuta come la difesa di presidi industriali patrimonio di tutto il Paese”.
