AgenPress. Alessandro Di Battista torna in videocollegamento con diMartedì, su La7, e per la prima volta racconta pubblicamente che cosa è accaduto durante il viaggio a Cuba che ha improvvisamente cambiato la sua vita. L’ex deputato del Movimento 5 Stelle parla della scoperta di un tumore, dell’operazione subita all’Avana e delle cure che ora dovrà affrontare.
«A Cuba ho iniziato a sentirmi male in virtù di un edema cerebrale dovuto alla presenza di un tumore che mi è stato riscontrato», ha spiegato Di Battista durante la trasmissione condotta da Giovanni Floris. I medici cubani, ha raccontato, hanno individuato rapidamente la causa del malore e sono intervenuti per ridurre l’edema, consentendo successivamente di procedere con l’operazione.
«Mi hanno asportato quasi tutto il tumore. E adesso farò le cure sperando che funzionino», ha aggiunto. Una frase che restituisce il senso di una fase ancora delicata, nella quale Di Battista preferisce concentrarsi sul presente e sul percorso terapeutico che lo attende.
Nel raccontare la sua esperienza, Di Battista non nasconde lo smarrimento di fronte a una diagnosi arrivata improvvisamente. «Faccio parte di quel club di cittadini italiani che dicono: perché proprio a me», ha detto.
L’ex parlamentare ha anche spiegato di non riconoscersi nella retorica del “guerriero” spesso utilizzata per raccontare chi affronta una malattia. «Io non sono uno di quelli che dice “ce la farò”», ha affermato, sottolineando invece la necessità di seguire le terapie, mantenere un atteggiamento positivo e affidarsi ai medici.
«Quelli che non devono mollare sono i dottori», ha aggiunto. Una prospettiva con cui Di Battista prova a raccontare la propria condizione senza trasformarla in una narrazione di eroismo personale.
Nel corso del collegamento, Di Battista ha parlato anche dell’intervento subito all’Avana. Ha definito l’operazione «raffinatissima», pur sottolineando le difficili condizioni dell’ospedale cubano nel quale è stato operato. Secondo il suo racconto, i medici sono riusciti a intervenire nonostante le limitazioni della struttura e con tecnologie che, a suo dire, in Italia appartengono a decenni passati.
Dopo l’intervento a Cuba, Di Battista è rientrato in Italia con un volo sanitario e ha proseguito il percorso medico all’ospedale Gemelli di Roma, dove era stato ricoverato dopo il trasferimento dall’isola. La7 aveva già documentato il suo ritorno pubblico dopo l’operazione.
Durante l’intervista non è mancato un riferimento alle polemiche esplose nelle settimane precedenti sul suo trasferimento dall’Avana all’Italia. Di Battista ha respinto le ricostruzioni relative a un presunto utilizzo di un volo di Stato, spiegando di essere rientrato con un volo sanitario pagato dalla propria assicurazione.
«Io stavo combattendo tra la vita e la morte», ha raccontato, criticando inoltre alcune ricostruzioni giornalistiche sulla sua salute. Ha riferito di aver letto notizie che lo davano per morto o che attribuivano alla sua condizione medica informazioni che, secondo il suo racconto, non erano vere.
Di Battista ha invece raccontato di aver ricevuto solidarietà anche dalle istituzioni e ha riferito di un contatto con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni durante la sua permanenza a Cuba.
La malattia ha inevitabilmente cambiato anche la prospettiva sul futuro politico. Alla domanda su una possibile candidatura alle prossime elezioni, Di Battista ha ricordato il lavoro avviato con l’associazione Schierarsi, ma ha lasciato in secondo piano ogni decisione politica.
«Poi la vita è imponderabile», ha osservato. E oggi la priorità è un’altra: «Ora la priorità per me è curarmi».
L’ex deputato ha spiegato che dovrà iniziare le terapie e che, almeno per il momento, il suo obiettivo è concentrarsi sulla salute. Un cambio di prospettiva sintetizzato proprio dalla parola “imponderabile”: un evento improvviso che ha modificato programmi e priorità e che lo ha costretto a guardare al futuro in maniera diversa.
Nonostante la delicatezza della situazione, Di Battista ha raccontato di stare recuperando progressivamente le proprie energie e i propri spazi di autonomia.
«Ogni giorno mi riprendo degli spazi di libertà», ha detto. Un modo per raccontare una quotidianità che torna lentamente alla normalità, mentre resta davanti a lui il percorso delle cure.
La sua apparizione a diMartedì è stata così soprattutto il racconto personale di una diagnosi arrivata all’improvviso, dell’intervento e della nuova fase che lo aspetta. Senza nascondere la paura e senza voler trasformare la malattia in una prova da affrontare attraverso slogan, Di Battista ha scelto di parlare di cure, medici e tempo presente.
«Mi hanno asportato quasi tutto il tumore. Adesso farò le cure sperando che funzionino»: poche parole che segnano l’inizio di una fase completamente nuova della sua vita.
