Stati Uniti e Israele pianificano nuovi attacchi contro l’Iran dopo le elezioni statunitensi di Midterm

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AgenPress. Le forze armate degli Stati Uniti e di Israele stanno definendo piani militari specifici per condurre una nuova e intensa campagna di attacchi aerei contro l’Iran. A rivelarlo è un’inchiesta del New York Times, che cita fonti ufficiali americane e analisti informati sui dossier della difesa.

La finestra temporale individuata dagli Alti Comandi per la ripresa delle operazioni si colloca subito dopo le elezioni di metà mandato statunitensi del 3 novembre.

Secondo quanto riportato dal quotidiano statunitense, l’eventuale offensiva mirerebbe a colpire target di primaria importanza strategica per Teheran:

  • Infrastrutture energetiche e centrali elettriche

  • Impianti nucleari

  • Depositi e arsenali di missili e droni

Negli ultimi giorni la pianificazione si è tradotta in esercitazioni pratiche sul campo. Decine di caccia dell’aeronautica israeliana (IAF) e velivoli statunitensi hanno condotto manovre simulate nello spazio aereo dell’Iraq, arrivando fino ai confini dell’Iran prima di invertire la rotta.

Parallelamente, il Segretario alla Difesa USA Pete Hegseth ha incontrato in Israele il Primo Ministro Benjamin Netanyahu e i vertici delle IDF per coordinare i dettagli logistici dell’operazione. Gli Stati Uniti stanno inoltre consolidando un ingente posizionamento di risorse militari e navali in Medio Oriente, la cui piena operatività è prevista per i primi di novembre.

Nonostante l’avanzato stato dei piani operativi, non vi è ancora la certezza che l’azione militare verrà autorizzata. La decisione finale spetta al Presidente Donald Trump, il quale finora ha frenato l’avvio immediato dell’operazione per evitare escalation e impatti diretti prima dell’appuntamento elettorale del 3 novembre.

In ambito strategico a Washington si valuta se una campagna lampo di circa tre giorni possa infliggere danni economici ed energetici tali da piegare la posizione intransigente dell’Iran al tavolo negoziale sul nucleare.

Le indiscrezioni non sono rimaste prive di reazioni da parte della Repubblica Islamica. Da Teheran arrivano avvertimenti diretti: in caso di nuovi raid sul proprio territorio, la risposta iraniana non sarà contenuta.

I vertici militari iraniani hanno paventato l’estensione dei bersagli di ritorsione ben oltre il traffico navale e le piattaforme petrolifere del Golfo Persico, minacciando di colpire:

  • Centri di elaborazione dati e server regionali

  • I cavi sottomarini fondamentali per la connettività Internet

  • Infrastrutture energetiche e raffinerie nei Paesi alleati degli USA

Il quadro geopolitico mediorientale resta dunque in estrema tensione, sospeso tra il rigido calcolo elettorale e il rischio reale di un nuovo ed esteso scontro aperto all’inizio di novembre.

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