Centrodestra, Sforzini (Rinascimento Nazionale): “Meloni ha ragione: no ai ricatti di Vannacci”

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AVANTI CON IL CENTRODESTRA CHE CONOSCIAMO. ORA RILANCIARE FORZA ITALIA COME LOCOMOTIVA DEL PROGETTO BERLUSCONIANO


AgenPress. «Giorgia Meloni dice di voler tornare al governo con “il centrodestra che conosciamo, arricchito da nuovi movimenti civici”. È esattamente da qui che bisogna ripartire. Il centrodestra non ha bisogno dei ricatti di Vannacci né di inseguirlo sul suo terreno: ha bisogno di rafforzare la propria architettura politica e di allargarla senza snaturarla. E proprio per questo è nell’interesse dell’intera coalizione rilanciare il ruolo e la funzione politica di Forza Italia», dichiara Luca Sforzini, presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale, commentando le dichiarazioni rese oggi dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

«La scelta di aprire a nuove esperienze civiche, come quella di Cateno De Luca e Sud Chiama Nord-Sindaci d’Italia, conferma che il centrodestra si prepara alla prossima sfida elettorale non restringendosi ma allargandosi. È la strada giusta. Ma allargare una coalizione significa valorizzarne le diverse culture politiche, non confonderle».

«Il centrodestra è per sua natura plurale: la destra nazionale di Fratelli d’Italia, la tradizione autonomista e territoriale della Lega, la cultura liberale, liberista, garantista, atlantista ed europeista di Forza Italia e nuove esperienze civiche e populiste come quella di Cateno De Luca. La sua forza sta nel riuscire a farle governare insieme, non nel trasformarle in una cosa sola».

«Berlusconi compì un’operazione straordinaria proprio perché non cercò di incorporare tutte queste differenze nel proprio partito. Quando Craxi uscì dall’Hotel Raphaël sotto una pioggia di monetine, tra i contestatori c’erano militanti della sinistra postcomunista e militanti missini. Berlusconi arrivò dopo quella frattura, raccolse una parte importante della cultura politica dispersa con la fine della Prima Repubblica e costruì le condizioni perché potesse governare insieme agli eredi di una storia completamente diversa».

Secondo Sforzini, «il rischio oggi è che Fratelli d’Italia, proprio perché è il partito numericamente maggiore, finisca progressivamente per assumersi anche il compito di rappresentare sensibilità che appartengono ad altre storie politiche. È invece necessario che ciascuna componente della coalizione torni a essere forte e riconoscibile».

«Forza Italia ha quindi davanti a sé il grande compito di rilanciare e reinterpretare Berlusconi anziché limitarsi a celebrarne la memoria, raccogliendo liberali, socialisti riformisti, repubblicani e cattolici popolari. Non per nostalgia del pentapartito, ma perché quella cultura aveva un’idea dello Stato e del governo e continua ad avere una funzione essenziale nella coalizione».

«La leadership di Giorgia Meloni e il rilancio di Forza Italia non sono alternativi. Al contrario: il centrodestra non ha bisogno di una Forza Italia più piccola per avere un Fratelli d’Italia più grande».

«Berlusconi costruì una coalizione nella quale nessuno doveva rinunciare alla propria identità per stare insieme agli altri. Quella rimane la formula vincente. E se Forza Italia vuole davvero rilanciare la sua eredità, deve avere l’ambizione di tornare a fare la locomotiva, anziché il vagone».

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