Tensione sciopero: Viminale in allerta contro i violenti, i sindacati disobbediscono al precetto di Salvini

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AgenPress. È una giornata di altissima tensione politica e sociale quella che si apre oggi su tutto il territorio nazionale. La mobilitazione e lo sciopero generale proclamato per il 30 ottobre minacciano di paralizzare il Paese, mentre l’attenzione dell’esecutivo e degli apparati di sicurezza si concentra sia sulla gestione dell’ordine pubblico nelle piazze sia sullo scontro frontale in atto nei trasporti.

A seguito del vertice straordinario presieduto dal Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi con i prefetti e i questori di oltre 50 città, la macchina dell’ordine pubblico è stata schierata al massimo livello di allerta.

La linea concordata tra Viminale, forze di polizia e intelligence è netta: «Isoleremo i violenti e garantiremo le piazze pacifiche». L’obiettivo prioritario è impedire che gli oltre 50 cortei previsti in tutta Italia — con la sola capitale che attende più di ventimila persone nelle strade — possano trasformarsi nel teatro di disordini, blitz o danneggiamenti.

Sotto stretto monitoraggio ci sono soprattutto gli snodi ferroviari e stradali più critici, le sedi istituzionali e i luoghi ad alto valore simbolico, dove l’attività di Digos e monitoraggio preventivo opera per intercettare ed emarginare tempestivamente eventuali infiltrati e frange radicali.

Se sul fronte dell’ordine pubblico la parola d’ordine è fermezza, sul piano del lavoro e della mobilità si consuma un duro scontro istituzionale.

Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha firmato la precettazione per limitare l’impatto del fermo nel settore dei trasporti ed evitare il blocco totale dei servizi essenziali, argomentando la misura con la tutela della libertà di movimento dei cittadini e la continuità dei servizi.

Tuttavia, la risposta delle sigle sindacali promotrici — a partire dall’USB (Unione Sindacale di Base) — non si è fatta attendere. Respingendo il provvedimento ministeriale come «un atto illegittimo e lesivo del diritto costituzionale di sciopero», i sindacati hanno confermato l’intenzione di «tirare dritto e disobbedire», confermando l’astensione dal lavoro per la durata originariamente programmata e sfidando il rischio delle pesanti sanzioni previste per legge.

La concomitanza tra i cortei di protesta e le astensioni nel trasporto pubblico, nella scuola e nella sanità preannuncia un venerdì di forti disagi per milioni di pendolari e utenti. Mentre le forze dell’ordine presidiano il territorio con presidi e sbarramenti strategici, resta altissimo il livello di attenzione in attesa di capire quali saranno gli sviluppi nel corso delle manifestazioni lungo tutta la giornata.

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