AgenPress. Poco fa il Consiglio dei Ministri ha approvato la Legge di Bilancio per il 2027. È la quinta di questo Governo, è una Legge di Bilancio che vale complessivamente circa 26 miliardi di euro.
Prima di entrare nel merito delle misure principali, voglio dire che, a monte, la filosofia che governa anche questa Manovra di bilancio è stata quella di concentrare le risorse, non moltissime, che avevamo a disposizione sulle stesse priorità alle quali ci siamo dedicati nei quattro anni che sono passati: famiglia, natalità, riduzione delle tasse, tutela del potere d’acquisto, incentivi al lavoro, incentivi alle imprese, salute dei cittadini.
Questa Manovra va quindi letta non come un provvedimento a sé stante, ma come un altro tassello di una strategia di medio-lungo termine che ha quindi una logica di legislatura, un percorso pluriennale. Chiaramente una strategia che è rispettosa del programma con il quale ci siamo presentati al cospetto degli italiani. E voglio dire che sono molto soddisfatta della coerenza, della coesione, della linearità che abbiamo mostrato lungo tutto questo cammino.
Anche questa volta non abbiamo distribuito risorse a pioggia, non abbiamo fatto promesse che non potevamo mantenere. Devo ringraziare tutti i Ministri per il lavoro di squadra che abbiamo fatto. Anche oggi è stata un’approvazione di una Legge di Bilancio estremamente serena. Devo ringraziare su tutti ovviamente i miei due Vice Premier Antonio Tajani e Matteo Salvini, e devo ringraziare il Ministro Giorgetti e il Vice Ministro Leo, che chiaramente sono quelli che si caricano più di tutti la responsabilità poi di far quadrare le tante richieste, le tante aspettative e le necessità. Però davvero abbiamo lavorato con grande serenità, con buon senso, con compattezza, guardando solo a quello che era meglio per i cittadini.
Dopodiché, a monte, devo dirvi che noi con questa Legge di Bilancio confermiamo tutti i provvedimenti inseriti nella precedente Manovra che sarebbero terminati alla fine di quest’anno. Quindi, un pacchetto di misure che già da solo vale circa 9 miliardi di euro, tra queste: il credito d’imposta per gli investimenti nella ZES Unica del Mezzogiorno, la tassazione all’1% dei premi di produttività, il bonus per le mamme lavoratrici, la super-deduzione del costo del lavoro al 120%, cioè il famoso “più assumi meno paghi”. Misure su pesca e agricoltura: l’azzeramento dell’IRPEF per gli agricoltori, le agevolazioni per il gasolio agricolo – anche qui misura che da sola vale circa un miliardo -, lo stanziamento di agricoltura 4.0, c’è anche il trattamento sostitutivo della retribuzione per i pescatori. Confermiamo la tassazione agevolata al 5% sugli aumenti dei rinnovi contrattuali, misura che premia la contrattazione collettiva, che è stata fortemente richiesta dai sindacati e ovviamente dalle parti sociali. È un provvedimento che in questi anni ha incentivato il rinnovo dei contratti per oltre 4 milioni e 250 mila lavoratori, quindi circa mezzo milione in più rispetto alle stime iniziali. È segno che la misura chiaramente funziona e ha una efficacia. Abbiamo deciso di prorogarla perché sapete quanto teniamo al tema dell’aumento dei salari.
Quindi, con questa Legge di Bilancio, non togliamo nulla di quello che abbiamo fatto fino ad ora e aggiungiamo nuovi provvedimenti che quindi si sommano a quelli precedenti. Quali sono questi provvedimenti?
Partiamo dal tema dell’IRPEF. Voi sapete che con le manovre precedenti avevamo reso strutturale il taglio del cuneo fiscale per i redditi medio-bassi, poi accorpato i due scaglioni IRPEF, poi abbassato l’aliquota tra 28.000 e 50.000 euro al 33%; misure con le quali complessivamente questo Governo ha scelto di far rinunciare allo Stato a circa 21 miliardi di euro, che con i Governi precedenti lo Stato introitava, e che invece ora rimangono nelle tasche dei cittadini. Con questa Manovra facciamo un altro passo in avanti e quindi alziamo la soglia del secondo scaglione di IRPEF, quella al 33%, fino a 55 mila euro. Si traduce in un beneficio massimo di circa 500 euro l’anno. Chiaramente qualcuno potrebbe dire che è ancora poco; se avessimo potuto, avremmo fatto ancora di più. Però anche qui, insisto, è un provvedimento che va letto insieme a quelli che abbiamo già fatto precedentemente: per capirci, quando noi ci siamo insediati chi aveva un reddito di 55 mila euro pagava un IRPEF di 16.550 euro, al netto delle possibili detrazioni da lavoro dipendente o da pensione, oggi paga circa 15.350 euro l’anno. Corrisponde a un beneficio netto annuale di 1.200 euro e quindi a un beneficio mensile di circa 100 euro, al netto chiaramente poi della detassazione dei premi di produttività che può valere da sola oltre 1.000 euro l’anno, l’intervento sui fringe benefit che da solo può valere anche altri 1.000 euro l’anno, l’esclusione della prima casa fino a una determinata soglia dal calcolo dell’ISEE, il potenziamento dell’assegno unico per i figli, e tutto quello che conosciamo.
Sempre in materia di tassazione IRPEF interveniamo anche sul regime forfettario degli autonomi, altra misura alla quale sapete che teniamo molto, fu uno dei nostri primi provvedimenti. Alziamo la soglia per accedere al regime da 85 a 100.000 euro. Per quello che riguarda il regime di esenzione IVA abbiamo un anno per negoziare con la Commissione europea, perché lì serve un’autorizzazione dalla Commissione europea.
Rendiamo strutturale il bollo auto, secondo come lo avevamo licenziato in uno degli ultimi Consigli dei Ministri. Quindi niente bollo auto sulle auto di piccola e media potenza fino a 80 kilowatt e sulle moto – parliamo di circa, lo abbiamo già detto, il 70% dei veicoli in circolazione. In molti avevano tentato di sminuire questa misura, sostenendo che fosse una mancetta elettorale anche perché valeva solo per il 2027, verranno smentiti perché troveranno nero su bianco quello che avevamo ampiamente detto, e cioè che la misura è strutturale e definitiva – almeno fino a quando governa il centrodestra, perché al centrosinistra abbiamo scoperto che il bollo piace e quindi non possiamo dire per gli altri.
Sempre a proposito di auto – nota che si potrebbe definire di colore -, introduciamo la possibilità per chi se ne vorrà avvalere di avere delle targhe personalizzate, cioè ci si potrà più o meno sbizzarrire come si ritiene, ovviamente sostenendo un costo e qualcosa mi dice che la creatività degli italiani qui potrebbe farsi vedere.
In questa Manovra, abbiamo destinato un capitolo specifico ai giovani. Queste settimane noi abbiamo visto scendere in piazza tanti ragazzi. Abbiamo anche assistito a inaccettabili immagini di violenza, di devastazione. Voglio essere chiara: noi non diamo risposte a chi sfascia le vetrine, noi vogliamo dare risposte ai tanti ragazzi che vogliono dimostrare il loro talento, che vogliono studiare, che vogliono lavorare, che vogliono poter affittare una casa, in una Nazione che troppo spesso si dimentica di loro nei fatti, salvo poi magari strumentalizzarli quando serve a scopo politico. E quindi qui c’è un pacchetto di misure.
Punto primo, salario. Introduciamo un premio per i giovani lavoratori under 30: 2.500 euro tassati all’1%, che si possono ricevere tanto in 12 mensilità quanto in un’unica soluzione. Vogliamo che un ragazzo che inizi a lavorare in Italia senta che questa Nazione vuole spronarlo, e vogliamo fare tutto quello che possiamo perché i ragazzi italiani non ritengano che per costruirsi un futuro bisogna fare le valigie e andarsene da questa Nazione.
Punto secondo, casa. L’aumento degli affitti lo sapete è un problema che affligge tutta l’Europa. Da Parigi ad Amsterdam, trovare una casa a prezzo sostenibile è diventato molto difficile, soprattutto per i giovani, soprattutto per chi lavora nelle grandi città. L’Italia non fa eccezione ed è la ragione per la quale abbiamo dato vita al Piano Casa, come sapete, con l’obiettivo di liberare 100 mila alloggi sia di edilizia residenziale sociale, sia di edilizia a canone agevolato, nei prossimi dieci anni ma, per l’appunto, ci vuole tempo, perché il Piano è immaginato per durare dieci anni e qui delle risposte servono subito. Quindi la misura che c’è nella Legge di Bilancio prevede che, sugli affitti a canone concordato, l’aliquota della cedolare secca scende dal 10% al 5%, ma per chi affitta a canone concordato a un giovane fino a 35 anni la cedolare secca è all’1%. Significa che per il proprietario converrà affittare a un canone calmierato e converrà molto affittare a canone calmierato a un giovane, piuttosto che affittare a normale prezzo di mercato o piuttosto che tenere la casa, come vediamo spesso accadere, sfitta, non utilizzata o magari affittarla in nero. Quindi più case sul mercato, affitti più bassi e più giovani che possono uscire di casa e costruirsi una vita.
Per la prima volta estendiamo la cedolare secca anche agli immobili commerciali: per un negozio, una bottega, un’attività di vicinato, che sono per noi preziosissime. Sapete meglio di me che l’affitto è spesso la prima voce di costo; aiutare anche qui chi affitta, vuol dire aiutare a tenere aperte le serrande, tenere vivi i nostri centri storici, i nostri quartieri.
Punto terzo, tornando ai giovani, abbiamo deciso di utilizzare una parte delle risorse della National Escape Clause, la parte energetica, per dotare tutte le scuole italiane di climatizzatori e pompe di calore, rendere così più vivibili le nostre aule. È una richiesta che, come sapete, arriva dalle famiglie, dagli insegnanti, dai ragazzi. È una questione oggettivamente di civiltà: nessuno dovrebbe studiare al freddo e a 35 gradi a giugno, e se in passato, invece di dedicare le risorse a comprare degli utilissimi banchi a rotelle, ci si fosse occupati anche di questo, oggi staremmo meglio.
Ma con le risorse della NEC Energia finanziamo anche l’efficientamento energetico delle Università e quello degli ospedali. Sono misure che sono operative immediatamente, cioè dal 2027, che è l’anno però in cui si devono fare i bandi, e quindi le risorse vengono erogate a partire dal 2028.
Famiglia e natalità è un altro capitolo che è sempre presente nelle nostre leggi di bilancio. Per noi sono sempre stati una priorità concreta, l’abbiamo dimostrato in questi anni: abbiamo declinato questa priorità in moltissime delle nostre scelte, a partire dal tema del congedo parentale. Quando noi ci siamo insediati il congedo parentale era pagato al 30% dello stipendio, in questi anni noi abbiamo portato a tre i mesi retribuiti all’80%. Quest’anno aggiungiamo per tutti un ulteriore mese, ma facciamo ancora di più. Per il secondo figlio i mesi retribuiti all’80% aumentano di due, cioè saranno complessivamente fino a cinque, mentre dal terzo figlio sono addirittura sei. Per cui chi ha per chi ha tre figli o più i mesi di congedo parentale retribuiti all’80% con questa Legge di Bilancio diventano sei.
Per i lavoratori autonomi che non usufruiscono dei congedi parentali si introduce un voucher fino a 500 euro per un massimo di tre mesi.
Prevediamo, inoltre, una misura dedicata a ogni nuovo nato. Questa è una misura che a me e al Ministro Giorgetti piace particolarmente. Per ogni bambino che nasce l’INPS aprirà una posizione previdenziale – come fosse un piccolo salvadanaio – nel quale lo Stato verserà inizialmente una quota di 100 euro di benvenuto – ma – chiamiamolo salvadanaio – i genitori e i familiari potranno continuare negli anni successivi ad alimentare questo conto. La somma di questo salvadanaio non sarà tassabile, non sarà pignorabile, non sarà utilizzabile fino ai 18 anni di vita di questo nuovo nato, salvo che non sia per un’emergenza straordinaria – ma in quel caso servirebbe l’autorizzazione di un giudice tutelare –, e al compimento dei 18 anni, questo ragazzo, questa ragazza potrà arrivare potrà riscattare questa somma e utilizzarla per iscriversi all’Università, per avviare un’attività o per, magari, alimentarla come futura forma di previdenza complementare.
Quindi, più figli si fanno, più lo Stato è presente. E anche qui anche quest’anno abbiamo cercato di dare risposte da questo punto di vista.
Il Sud. La Zes Unica per il Sud viene confermata. Cresce ancora: lo stanziamento sale a 2,4 miliardi. È una misura che, come sapete, sta dando ottimi risultati e vogliamo continuare a rafforzarla.
Energia e imprese. Ci siamo su questo impegnati: confermiamo l’Energy Release per le imprese energivore, introduciamo un nuovo Energy Release specificamente dedicato alle piccole e medie imprese, lo finanziamo con un miliardo di euro. Si tratta di una misura che può ridurre sensibilmente il costo dell’energia per queste aziende; quindi, chiaramente, energia a prezzi più sostenibili per chi tiene in piedi il nostro tessuto produttivo.
E poi la sanità. Anche questa Legge di Bilancio, come tutte le precedenti, stanzia risorse importanti per aumentare la dotazione del Fondo sanitario nazionale. Aumentiamo il Fondo di 3,4 miliardi, portandolo a 146,3 miliardi nel 2027, quindi un altro record. Dopodiché, una quota di questo aumento viene vincolata al rafforzamento degli stipendi dei medici di pronto soccorso, che sono la prima linea e il luogo dove i cittadini misurano ogni giorno la risposta della sanità pubblica.
E non è tutto, c’è un’altra misura alla quale pure teniamo molto. Introduciamo con questa Legge di Bilancio un voucher sociale di 300 euro per gli italiani over 75 con una pensione fino a 28 mila euro l’anno. Parliamo di 5 milioni e mezzo di persone. Il costo complessivo del provvedimento è di 1,6 miliardi di euro. Il voucher può essere utilizzato per spese sanitarie che non sono coperte dal Servizio Sanitario Nazionale, per la spesa farmaceutica, per le visite specialistiche. Quindi sono un aiuto concreto, ma sono anche un modo per dire a milioni di anziani che non sono soli. Chiaramente anche queste sono risorse per la sanità. Quindi, tra i 3,4 miliardi di euro che mettiamo nel Fondo sanitario nazionale e 1,6 miliardi che costa questa misura, parliamo di 5 miliardi di euro in questa manovra spesi per la salute dei cittadini.
Infine, sulla Previdenza, c’è un Fondo da 850 milioni di euro con i quali rafforziamo i meccanismi di flessibilità in uscita per chi va in pensione col sistema contributivo. Poi, nel dettaglio, bisognerà lavorare e lavoreremo soprattutto durante il dibattito parlamentare.
Coperture. Una parte chiaramente arriva dalla maggiore flessibilità concessa dalle due National Escape Clause – particolarmente da quella sull’energia – e dalla trattativa con l’Unione europea.
Circa cinque miliardi e più arrivano dal contributo richiesto al settore finanziario, cioè banche e assicurazioni, con una franchigia di 90 mila euro che rende minimo o addirittura annulla l’impatto su banche popolari o cooperative, che sono quelle più prossime al credito ai cittadini, e dall’aumento della tassa sulle transazioni finanziarie, cioè la cosiddetta Tobin Tax. Come sapete non c’è stato margine quest’anno di trovare un accordo preventivo col settore finanziario, però io voglio comunque ringraziare il settore. Ritengo che anche banche e assicurazioni comprendano molto bene la situazione nella quale ci troviamo, condividano in fondo il tentativo di dare una mano soprattutto a chi si trova maggiormente in difficoltà.
Abbiamo chiesto anche un ulteriore contributo alle società energetiche. Vale circa 700 milioni, si somma al contributo che in questi mesi avevamo già chiesto, ad esempio, per finanziare il decreto bollette. Altri 700 milioni arrivano dal settore dei giochi.
Non è una manovra contro qualcuno; semplicemente in un momento complesso, a chi ha meno problemi viene chiesto di dare una mano, chiaramente nell’ambito di quello che è sostenibile. Noi come Stato diamo il buon esempio, perché un’altra parte di queste coperture arriva dal taglio alla spesa dei Ministeri che cuba complessivamente circa un miliardo.
Questo a grandi linee il lavoro che abbiamo fatto, poi chiaramente i Vice Premier e anche il Ministro Giorgetti potranno essere più precisi.
Non è una manovra che risolve tutto, non pretende di farlo, ma sicuramente ha una direzione chiara, come sempre ce l’ha avuta questo Governo: lavoro, famiglia, giovani, casa, Sud, sanità, prezzi del taglio del costo dell’energia. È la stessa direzione che noi abbiamo seguito dall’inizio del nostro mandato e che ci ha permesso di registrare, non dico tanto l’apprezzamento degli investitori internazionali che pure può essere importante, ma di poter contare sulla considerazione dei risparmiatori italiani. Questa è una cosa che invece ci rende molto orgogliosi. I titoli di Stato in mano alle famiglie italiane in questi anni sono cresciuti di 220 miliardi di euro e io penso che questo sia il dato che più di tutti può certificare la fiducia che i cittadini ripongono nella serietà, nella responsabilità e nella capacità di questo Governo.
Chiaramente c’è ancora moltissimo da fare, siamo i primi a esserne consapevoli, ma intendiamo andare avanti con la stessa determinazione che abbiamo dal primo giorno.
