Vannacci attacca Giorgia Meloni: “È lei a favorire la sinistra chiudendo a Futuro Nazionale”

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Il leader di Futuro Nazionale replica alla premier dopo la chiusura a un’intesa politica con il suo movimento. “Meloni dice che voto con la sinistra, poi preclude aprioristicamente un’alleanza con Vannacci, favorendo di fatto la sinistra”. E avverte: “Deve fare un po’ i conti con questa posizione”


AgenPress. Nuovo scontro politico tra Roberto Vannacci e Giorgia Meloni. Al centro della polemica c’è il futuro dei rapporti tra Futuro Nazionale e la coalizione di centrodestra, con il generale che accusa direttamente la presidente del Consiglio di rischiare, con la sua posizione di chiusura, di favorire proprio gli avversari politici della sinistra.

Le parole di Vannacci sono arrivate durante un punto stampa in piazza Oberdan, a Milano, dove il leader di Futuro Nazionale ha risposto alle dichiarazioni della premier sull’ipotesi di una futura alleanza con il suo movimento.

«Il primo ministro Meloni dice che Vannacci vota con la sinistra, poi preclude aprioristicamente un’alleanza con Vannacci, favorendo di fatto la sinistra. Quindi, deve fare un po’ i conti con questa posizione», ha dichiarato il generale.

Un attacco diretto, che mette in evidenza quella che Vannacci considera una contraddizione nella strategia politica della presidente del Consiglio: accusare Futuro Nazionale di indebolire il centrodestra con i suoi voti in Parlamento e, contemporaneamente, escludere qualsiasi possibilità di collaborazione politica.

La questione non è soltanto personale, ma riguarda gli equilibri della futura competizione elettorale. Futuro Nazionale punta a ritagliarsi uno spazio autonomo nell’area della destra italiana, intercettando una parte dell’elettorato che non si riconosce più completamente nell’attuale linea del governo.

Per Vannacci, la sua formazione politica rappresenta un interlocutore naturale del centrodestra, soprattutto per le posizioni su sicurezza, immigrazione, identità nazionale e sovranità.

La chiusura di Meloni rischia però di trasformare questa potenziale collaborazione in una competizione diretta, con il pericolo di una dispersione dei consensi nell’area conservatrice.

È proprio su questo punto che si concentra la contestazione del generale: se l’obiettivo dichiarato della premier è impedire alla sinistra di tornare al governo, perché escludere a priori una forza politica che si colloca a destra e che potrebbe contribuire alla costruzione di una maggioranza?

La premier ha più volte contestato ai parlamentari vicini al generale di aver votato contro la fiducia al governo insieme alle opposizioni. In particolare, lo scorso giugno, aveva ricordato i sei voti contrari alla fiducia, chiamando in causa Elly Schlein, Giuseppe Conte e Matteo Renzi. Per Meloni, votare contro il governo significa contribuire indirettamente a mandarlo a casa e quindi favorire la sinistra.

Ma il confronto si è ulteriormente irrigidito negli ultimi giorni. Nelle dichiarazioni anticipate del libro di Bruno Vespa, in uscita il 2 novembre, Meloni ha sostenuto che Futuro Nazionale avrebbe come obiettivo quello di far perdere il centrodestra alle prossime elezioni. Ha inoltre escluso di voler governare sotto ricatto e ha accusato il movimento di collocarsi stabilmente all’opposizione.

La posizione del generale, tuttavia, non coincide con quella di chi vuole necessariamente una rottura definitiva.

Il 29 ottobre, parlando alla festa dell’agricoltura organizzata da Futuro Nazionale a Trecenta, in provincia di Rovigo, Vannacci ha ribadito la disponibilità a discutere con il centrodestra, purché vengano rispettate le cosiddette linee rosse del suo movimento.

Ha anche sostenuto che il programma di Futuro Nazionale sarebbe per l’82% sovrapponibile a quello di Fratelli d’Italia del 2018, accusando l’attuale governo di essersi allontanato dalle posizioni originarie della destra.

La partita, dunque, resta aperta. Da una parte Meloni vuole evitare che la propria maggioranza sia condizionata da una forza che contesta apertamente l’operato dell’esecutivo; dall’altra Vannacci punta a presentarsi come una componente indispensabile per riunire l’elettorato più radicale della destra.

La domanda politica resta una: il centrodestra può permettersi di lasciare fuori Futuro Nazionale oppure il rischio è quello di presentarsi diviso alle prossime elezioni, consegnando un vantaggio alla sinistra?

È su questo terreno che si giocherà una parte importante della sfida politica dei prossimi mesi.

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